25 Febbraio 2024, domenica
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Debiti p.a. ancora ignorati

Per sapere a quanto ammontano effettivamente i debiti delle pubbliche amministrazioni verso imprese e professionisti occorrerà attendere ancora. Al momento, infatti, «non possono essere fornite quantificazioni, posto che una compiuta conoscenza dello stock (…) necessita di una rielaborazione e verifica dei dati pervenuti, al fine di accertare sia il tasso di adesione alla ricognizione sia la corretta individuazione della tipologia dei debiti da considerare». Operazione alquanto complessa se si pensa che, per esempio, alcuni comuni con più di 20 mila creditori dovranno mettere a punto e comunicare 20 mila elenchi dei propri debiti.

La causa è da ricercare nell’incoerenza e nell’eccessiva complessità dei meccanismi, accentuate dalle circolari della Ragioneria generale dello stato che, da un lato, hanno introdotto non poche eccezioni all’obbligo di comunicazione/certificazione dei debiti, dall’altro hanno imposto un vero è proprio «tour de force» alle p.a.: per esempio, come detto, alcuni comuni hanno più di 20 mila creditori e devono caricare 20 mila elenchi sulla piattaforma. Ciò determina un’ulteriore conseguenza negativa: i creditori, infatti, non sono in grado di sapere se e quando il caricamento dei dati è stato completato. Il risultato è che, ancora oggi, nessuno è in grado di conoscere l’esatto ammontare di debiti scaduti, nella migliore delle ipotesi, da otto mesi (ma che in molti casi sono assai più antichi).

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