7 Ottobre 2026, mercoledì
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Droni su Mosca e tensioni nel Mar Nero. La notte che riaccende la pressione sulla guerra

Un impianto petrolifero colpito nella regione di Mosca, cinque feriti a Zaporizhia e caccia F 18 in volo dalla Romania. L’ultima ondata di attacchi mostra un fronte sempre più instabile.

La notte tra il 5 e il 6 ottobre ha segnato uno dei momenti più intensi degli ultimi mesi nel conflitto tra Russia e Ucraina. Una serie di droni lanciati da Kiev ha raggiunto la regione di Mosca, colpendo un impianto petrolifero considerato strategico per la rete energetica russa. L’attacco, descritto dai media di Mosca come il più massiccio degli ultimi due anni, ha provocato una vittima e ha riacceso l’allerta nella capitale.

Secondo le ricostruzioni circolate sui canali di monitoraggio, uno dei droni ha raggiunto il Centro di produzione e dispacciamento lineare di Volodarsk, nei pressi del villaggio di Konstantinovo. L’impianto è parte di una rete che gestisce flussi e infrastrutture petrolifere nell’area metropolitana. Il raid ha confermato la capacità ucraina di colpire obiettivi sensibili a centinaia di chilometri dal fronte, una strategia che negli ultimi mesi si è intensificata con l’obiettivo di mettere pressione sulle retrovie russe.

La risposta di Mosca non si è fatta attendere. A Zaporizhia, nella parte meridionale dell’Ucraina, un attacco russo ha danneggiato il ponte sul fiume Dnipro, bloccando il traffico e ferendo cinque persone. Tra i feriti figurano due operatori della Croce Rossa che si stavano recando al lavoro. Il ponte è una delle infrastrutture cruciali per i collegamenti civili e militari della regione, già teatro di scontri e bombardamenti fin dall’inizio dell’invasione.

La tensione si è estesa anche oltre i confini ucraini. In Romania, il sistema radar del ministero della Difesa ha rilevato due oggetti volanti nello spazio aereo ucraino, vicino al confine. L’allerta ha portato al decollo di due caccia F‑18 dalla base di Mihail Kogălniceanu, nell’ambito delle missioni di sorveglianza aerea condotte dalla forza multinazionale presente nel Paese. Nella contea di Tulcea è stata diramata un’allerta per un possibile attacco, durata circa un’ora. Le autorità romene hanno poi chiarito che nessun drone ha violato lo spazio aereo nazionale.

La sequenza di eventi della notte mostra un conflitto che continua a espandersi in profondità, coinvolgendo infrastrutture critiche, territori lontani dal fronte e Paesi confinanti. La guerra entra così in una fase in cui la dimensione tecnologica, la capacità di colpire a distanza e la reazione delle difese aeree diventano elementi centrali. Un equilibrio fragile che, ogni notte, può essere rimesso in discussione.

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