7 Ottobre 2026, mercoledì
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La Francia torna in piazza. Studenti e sindacati guidano l’“Atto III” delle proteste

A Parigi attesi trentamila manifestanti. Il governo chiede calma mentre il movimento studentesco si allarga alle principali città francesi.

La Francia si prepara a una nuova giornata di mobilitazione studentesca, la terza in una settimana segnata da tensioni e cortei sempre più partecipati. Martedì, a Parigi, sono attese circa trentamila persone per una manifestazione che il movimento ha ribattezzato “Atto III”, segno di una protesta che non intende esaurirsi e che continua ad attrarre nuove adesioni.

Il corteo partirà nel primo pomeriggio da Place de la République e raggiungerà Place de la Nation, attraversando uno dei percorsi simbolo delle grandi mobilitazioni francesi. Accanto agli studenti ci saranno anche i sindacati, che hanno deciso di sostenere apertamente la protesta. In particolare, un’ampia alleanza del settore dell’istruzione, composta da sigle storiche come FSU, CGT, FO, CFDT, Unsa, Sud e Solidaires, ha invitato i propri iscritti a unirsi alle manifestazioni.

La mobilitazione non si limita alla capitale. Cortei sono previsti in molte città francesi, da Rennes a Marseille, da Toulouse a Lille, passando per Brest, Nancy, Montpellier, Besançon e Perpignan. Una geografia ampia che conferma la capacità del movimento studentesco di trasformarsi in un fenomeno nazionale, capace di coinvolgere territori diversi e categorie differenti.

Il governo osserva con attenzione. Il premier Sébastien Lecornu ha rivolto un appello alla calma, chiedendo che la giornata si svolga in modo pacifico. Le violenze dei giorni scorsi hanno infatti alimentato timori di nuove tensioni, e l’esecutivo punta a evitare un’escalation che potrebbe complicare ulteriormente il quadro politico e sociale.

La protesta studentesca, sostenuta da una parte significativa del mondo sindacale, si sta trasformando in un banco di prova per il governo. La capacità di gestire la piazza, ascoltare le rivendicazioni e mantenere l’ordine pubblico sarà decisiva per capire quale direzione prenderà un autunno che, in Francia, si annuncia già particolarmente caldo.

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