Si è conclusa con il ritrovamento delle due bambine, ma resta ancora da chiarire la vicenda che ha coinvolto una famiglia di San Cataldo, nel Nisseno. Le sorelle, di 12 e 8 anni, scomparse venerdì 18 settembre, sono state rintracciate domenica 19 all’interno di un negozio di abbigliamento. Con loro, ora, si trovano anche gli altri quattro fratelli: tutti e sei i minori, che vivevano con il padre, sono stati trasferiti in una comunità protetta.
Dopo il ritrovamento, le due bambine sono state accompagnate in ambulanza all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta per gli accertamenti del caso. Una volta completati i controlli, sono state dimesse e successivamente trasferite, insieme ai fratelli, nella struttura individuata per accoglierli.
Il padre continua a chiedere che i figli possano tornare a casa. «I miei figli devono tornare da me al più presto possibile. È stata una marachella», ha raccontato al Tgr Sicilia, cercando di ricostruire quelle ore concitate e di spiegare quanto accaduto.
Secondo la sua ricostruzione, l’uomo era convinto che le figlie avessero lasciato il negozio. Solo in seguito avrebbe scoperto che le due bambine erano rimaste all’interno del locale. «Io ero convinto che le mie figlie fossero uscite dal negozio. Invece la ragazza ha calato la saracinesca e loro erano ancora dentro», ha riferito.
A dare la notizia del ritrovamento sarebbe stata proprio la negoziante, attraverso un messaggio vocale inviato su WhatsApp al padre alle 17.03 di domenica. Nell’audio, fatto ascoltare durante il servizio televisivo, la donna comunica con immediatezza la scoperta: «Amore, le bambine sono qui, dentro il negozio».
Resta anche un interrogativo sulle ore precedenti al ritrovamento, in particolare sul motivo per cui non siano state immediatamente allertate le forze dell’ordine. Alla domanda sul perché non avesse avvertito la sera della scomparsa, il padre ha spiegato di essersi mosso personalmente per cercare le figlie. «Ho fatto un giro per cercarle, ho pensato che non ci fosse bisogno di fare allarmismo», ha detto.
Il ritrovamento ha così chiuso la fase più drammatica della ricerca, ma la vicenda familiare resta al centro degli accertamenti. Al momento, la priorità è garantire ai sei minori una sistemazione protetta, mentre il padre continua a chiedere il loro rientro a casa.
Ho scelto un’impostazione da cronaca nazionale: apertura sui fatti, ricostruzione progressiva della vicenda e spazio alle parole del padre senza trasformarle in una valutazione giornalistica.
