Venezia si prepara a ridisegnare il proprio modello turistico intervenendo su uno degli strumenti più sensibili della gestione dei flussi: la tassa di soggiorno. L’amministrazione comunale sta lavorando a una rimodulazione che potrebbe portare l’imposta a livelli mai raggiunti prima, con una soglia massima compresa tra gli 8 e i 9 euro al giorno. Una scelta che avvicina la città alle grandi capitali del turismo europeo e che segna un cambio di passo nella strategia di governo della pressione turistica.
Oggi la tassa oscilla tra uno e cinque euro, a seconda della categoria della struttura ricettiva. Il nuovo schema prevede un innalzamento della soglia minima a 3 euro e una fascia più ampia per gli alberghi di livello superiore, che potrebbero arrivare a pagare fino a 9 euro. Anche gli alloggi turistici vedrebbero una revisione significativa, con tariffe comprese tra 2,50 e 7 euro e l’eliminazione delle agevolazioni stagionali. L’idea è quella di rendere il sistema più coerente con la realtà dei flussi, che ormai non conoscono più bassa stagione.
L’aumento non nasce come un semplice ritocco contabile. Venezia punta a incrementare gli introiti annuali, oggi attorno ai 36–38 milioni, fino a circa 50 milioni. Risorse che verrebbero destinate a un pacchetto di interventi mirati: potenziamento delle pulizie notturne, rafforzamento della polizia locale, riduzione della Tari per i residenti, realizzazione di foresterie per i lavoratori del turismo. Una strategia che mira a restituire alla città una parte di ciò che il turismo consuma quotidianamente in termini di servizi, manutenzione e vivibilità.
La revisione delle tariffe si inserisce anche in un tentativo più ampio di riequilibrare la geografia del turismo. Sono previsti sconti per le strutture situate nelle isole e nella terraferma, con l’obiettivo di distribuire meglio i flussi e alleggerire la pressione sul centro storico, sempre più fragile e sovraccarico. Una scelta che guarda alla sostenibilità urbana e alla necessità di preservare un patrimonio unico al mondo.
Il progetto potrebbe entrare in vigore già dal prossimo anno, dopo il confronto con le categorie e il passaggio in Consiglio comunale. Non mancano le prime critiche, soprattutto sul fronte della redistribuzione dei benefici, ma la direzione è tracciata: visitare Venezia costerà di più. E la città, consapevole della propria unicità e delle proprie vulnerabilità, prova ancora una volta a trovare un equilibrio tra accoglienza e tutela, tra attrattività globale e qualità della vita dei residenti.
