7 Ottobre 2026, mercoledì
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Rubati quattro Renoir in Costa Azzurra: blitz all’alba nel museo del pittore

Colpo da circa 9 milioni di euro al Domaine des Collettes, l’ultima casa di Auguste Renoir. Due ladri hanno forzato la recinzione e approfittato del cambio di ronda. Uno dei quadri è stato perso durante la fuga e recuperato dalla polizia. È caccia ai responsabili

Un museo dedicato a uno dei padri dell’Impressionismo, quattro dipinti strappati dalle pareti e una fuga precipitosa interrotta dalla perdita di una delle opere. È lo scenario del furto messo a segno all’alba al museo Renoir di Cagnes-sur-Mer, in Costa Azzurra, dove due malviventi sono riusciti a penetrare nella struttura e a portare via quattro lavori di Auguste Renoir, per un valore complessivo stimato in circa 9 milioni di euro.

La cifra è stata indicata dal sindaco di Cagnes-sur-Mer, Bryan Masson, mentre le indagini sono affidate alla polizia locale. Il colpo è stato scoperto poco prima delle 6 del mattino: l’allarme è scattato alle 5.48 e gli agenti sono arrivati sul posto circa cinque minuti più tardi. Troppo tardi, però, per intercettare i responsabili, che nel frattempo erano già riusciti a guadagnare l’esterno.

Secondo quanto riferito dal quotidiano locale Nice-Matin, i ladri avrebbero tagliato una recinzione per entrare nel museo, scegliendo un momento particolarmente favorevole: il cambio di ronda degli addetti alla sicurezza. Una volta all’interno, avrebbero staccato dalle pareti quattro opere di Renoir e si sarebbero rapidamente dileguati.

La fuga, tuttavia, non è andata esattamente secondo i piani. Uno dei quadri è stato infatti abbandonato lungo il percorso ed è stato successivamente recuperato. Resta da stabilire se l’opera abbia subito danni. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine hanno intanto fornito agli investigatori elementi utili per ricostruire i movimenti dei due uomini, che sono tuttora ricercati.

Nel museo è stato avviato un inventario per accertare con precisione quali opere siano state sottratte e verificare le eventuali conseguenze del blitz. Per il sindaco Masson, non si tratta soltanto di un danno economico. «Si tratta di fatti particolarmente gravi», ha sottolineato, definendo l’attacco al museo Renoir come un colpo inferto a «una parte della storia e del patrimonio di Cagnes-sur-Mer».

L’ultima casa di Renoir

Il luogo scelto dai ladri rende il furto ancora più significativo. Il museo Renoir, conosciuto anche come Domaine des Collettes, non è infatti una semplice sede espositiva: è il luogo nel quale il pittore trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Renoir, nato nel 1841 e morto nel 1919, arrivò a Cagnes-sur-Mer alla ricerca di un clima più mite, che potesse alleviare i problemi di salute che lo affliggevano. La tenuta, trasformata in museo nel 1960, conserva non soltanto opere originali, disegni e litografie, ma anche mobili e oggetti personali dell’artista. Il complesso, riconosciuto come «Musée de France», sorge dunque nello stesso luogo legato agli ultimi anni di uno dei protagonisti assoluti della storia dell’arte moderna.

È proprio questo intreccio fra opere e memoria del luogo a conferire al Domaine des Collettes un valore che va oltre la quotazione sul mercato. Rubare un quadro da questa casa-museo significa sottrarre un frammento di patrimonio artistico, ma anche di storia personale e culturale.

La nuova emergenza della sicurezza nei musei francesi

Il furto arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per la sicurezza dei musei francesi. A poco più di un anno di distanza dal clamoroso colpo al Louvre di Parigi, l’attenzione del ministero della Cultura francese è tornata a concentrarsi sulla vulnerabilità di alcune strutture museali.

Nel grande furto avvenuto al Louvre, nel cuore della capitale, i ladri erano riusciti a sottrarre otto gioielli della Corona di Francia, opere di enorme valore storico e simbolico che non sono ancora state ritrovate.

Da allora, la sicurezza delle istituzioni culturali è diventata una delle priorità dichiarate delle autorità francesi. E gli episodi registrati nei mesi successivi hanno contribuito ad alimentare l’allarme. A luglio era stato rubato un collier d’oro da un museo di Châtillon-sur-Seine. In seguito, al museo Lalique di Wingen-sur-Moder, vicino a Strasburgo, un altro colpo aveva fruttato ai responsabili un bottino superiore ai 4,5 milioni di euro.

Il caso di Cagnes-sur-Mer aggiunge ora un nuovo capitolo alla sequenza. Con una differenza non secondaria: qui l’obiettivo non erano gioielli o manufatti preziosi, ma quattro opere di uno dei maestri dell’Impressionismo, sottratte proprio nel luogo che ne custodisce la memoria.

La domanda, mentre gli investigatori cercano di identificare i due responsabili, riguarda dunque non soltanto la possibilità di recuperare i dipinti. È anche quanto sia davvero efficace la protezione di un patrimonio che, una volta finito nelle mani della criminalità, rischia di diventare quasi impossibile da recuperare.

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