Un video nato per parlare di diritti, partecipazione e rappresentanza femminile è diventato il bersaglio di una raffica di commenti sessisti e misogini. È quanto accaduto sui social a Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd e madre del sindaco di Lodi Andrea Furegato.
Vallacchi aveva pubblicato un filmato per presentare il dibattito dedicato agli 80 anni dal voto alle donne, appuntamento che venerdì 28 agosto ha inaugurato la Festa dell’Unità di Lodi. Un contenuto pensato per aprire una riflessione sulla conquista dei diritti politici delle donne e sul loro ruolo nella società contemporanea.
Sotto quel video, però, il confronto politico ha rapidamente lasciato spazio agli attacchi personali. «Siete morti e fate ancora le feste?» e «Festa degli sfigati» sono alcuni dei commenti apparsi online. Ma a colpire è soprattutto la violenza di alcune frasi rivolte direttamente alla consigliera.
Tra gli insulti, anche quello indirizzato al foulard che Vallacchi indossa sulla testa. Un dettaglio legato a una vicenda personale e delicata: la consigliera è infatti in cura per un tumore al seno e ha iniziato a perdere i capelli a causa delle terapie. «Toglitelo, fai schifo», è stato scritto sotto il video.
Parole che hanno suscitato la ferma reazione del Partito democratico lombardo, intervenuto con una nota di solidarietà. Per i dem, quello che è accaduto non può essere liquidato come una semplice degenerazione del dibattito sui social.
«Un contenuto che avrebbe dovuto aprire uno spazio di confronto e riflessione è stato trasformato da alcuni utenti in un pretesto per una sequenza di insulti personali, sessisti e misogini», denuncia il Pd, esprimendo «la più ferma condanna» per gli attacchi.
Il punto, secondo i democratici, va oltre le singole offese. «Roberta non è sola», sottolineano. E aggiungono: «La libertà di espressione non coincide con la libertà di insultare. Il confronto politico non ha nulla a che vedere con la sopraffazione».
Il paradosso: gli insulti sotto un video sui diritti delle donne
È proprio la coincidenza tra il tema del video e la natura degli attacchi a rendere l’episodio particolarmente significativo. Mentre Vallacchi parlava della conquista del diritto di voto e della rappresentanza femminile, nei commenti veniva messa in discussione, attraverso offese e aggressioni verbali, la legittimità stessa di una donna a occupare uno spazio pubblico.
Per il Pd lombardo, è un paradosso che racconta un problema culturale più ampio. «Questi commenti, per quanto miseri e violenti, raccontano qualcosa di molto più grande di chi li ha scritti», sostiene il partito.
Secondo i dem, infatti, gli episodi mostrano quanto sia ancora presente «una cultura maschilista tossica e prepotente», incapace di accettare pienamente le donne come protagoniste della vita pubblica: persone legittimate a esprimere opinioni, ricoprire incarichi politici, parlare di diritti e partecipare al dibattito collettivo.
E c’è un elemento che, nella vicenda, assume un peso ulteriore: l’attacco non si è limitato alle idee espresse dalla consigliera, ma ha colpito anche il suo aspetto fisico e, soprattutto, un segno visibile della malattia e delle cure che sta affrontando.
Il foulard, diventato oggetto dell’insulto, racconta infatti una condizione personale che Vallacchi ha scelto di non nascondere. È proprio su quel simbolo di una battaglia privata che alcuni utenti hanno deciso di concentrare la propria aggressività.
Per il Partito democratico, tutto questo dimostra quanto il problema non riguardi soltanto il linguaggio utilizzato sui social, ma una mentalità ancora capace di trasformare la presenza pubblica di una donna in un bersaglio.
«È significativo», conclude la nota del Pd, «che tutto questo sia accaduto proprio sotto un contenuto dedicato al diritto delle donne al voto e alla rappresentanza politica».
