14 Ottobre 2026, mercoledì
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Campi Flegrei, la scossa che riapre la faglia della paura

Terremoto di magnitudo 4.7, il più forte in quarant’anni: feriti lievi, danni diffusi e rete ferroviaria in tilt. Autorità in allerta, cresce il dibattito su prevenzione e gestione del bradisismo

Un boato improvviso, poi la terra che trema con una forza che non si registrava da decenni. Nei Campi Flegrei la scossa di magnitudo 4.7 ha riportato la memoria collettiva agli anni più critici del bradisismo, segnando il sisma più intenso degli ultimi quarant’anni nell’area. L’epicentro, individuato dall’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nella zona della Solfatara di Pozzuoli, si è sviluppato a soli tre chilometri di profondità, amplificando gli effetti percepiti dalla popolazione.

Il terremoto ha interessato non solo Pozzuoli, ma l’intero hinterland napoletano, fino alle isole di Procida e Ischia. Alla scossa principale ha fatto seguito, poche ore dopo, un secondo evento di magnitudo 3.8 nel golfo di Pozzuoli, confermando la persistenza di uno sciame sismico che le autorità monitorano con attenzione crescente.

Il bilancio, al momento, è di otto feriti lievi, tutti trasportati in pronto soccorso in codice giallo. Più consistenti i danni agli edifici: a Pozzuoli si registra il crollo della facciata di una palazzina, fortunatamente senza coinvolgere persone, mentre tra Pozzuoli e Bagnoli si segnalano distacchi diffusi di cornicioni e intonaci. Episodi che, pur senza conseguenze gravi per i cittadini, evidenziano la fragilità di parte del patrimonio edilizio locale.

A complicare ulteriormente il quadro, i disservizi alla rete elettrica: tra Pizzofalcone e Fuorigrotta si sono verificati blackout causati dal cedimento parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, nodo strategico per l’alimentazione energetica della città. Sul fronte dei trasporti, l’Ente Autonomo Volturno ha disposto la sospensione temporanea delle linee Cumana e Circumflegrea per consentire verifiche tecniche, mentre Rete Ferroviaria Italiana ha bloccato l’intero nodo ferroviario di Napoli.

La macchina dell’emergenza si è attivata immediatamente. Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha convocato il Centro coordinamento soccorsi, mentre il Dipartimento della Protezione civile, guidato da Fabio Ciciliano, ha istituito un’unità di crisi in costante contatto con le strutture territoriali. I sindaci dell’area flegrea hanno attivato i rispettivi centri operativi comunali, invitando la popolazione alla calma e a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali. A Napoli è stata inoltre aperta un’area di accoglienza in via Terracina, nel quartiere Fuorigrotta.

Gli esperti non escludono nuove scosse. Secondo la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, l’attività sismica rientra nel quadro evolutivo della caldera flegrea, caratterizzata da un’intensificazione negli ultimi tre anni. “Le scosse continueranno nei prossimi giorni – ha spiegato – e l’accelerazione registrata è stata molto elevata, fino all’80-90% nell’epicentro, superiore a quella osservata nel marzo 2025”. Si tratta dell’undicesimo evento superiore a magnitudo 4, riconducibile al fenomeno del bradisismo, che continua a sollevare interrogativi sulla gestione del rischio.

Sul piano politico, la scossa riaccende il confronto sulla prevenzione. L’europarlamentare e membro della segreteria del Partito Democratico Sandro Ruotolo ha lanciato un appello al governo chiedendo interventi immediati e strutturali. “Non possiamo continuare a inseguire l’emergenza – ha dichiarato –. Serve garantire sicurezza, assistenza e una comunicazione trasparente, ma anche stabilizzare il personale specializzato che in questi anni ha maturato competenze fondamentali per affrontare il bradisismo”.

Il riferimento è ai lavoratori assunti dagli enti locali nell’ambito del decreto-legge 140 del 2023, figure tecniche considerate cruciali per la gestione del rischio in un territorio che convive stabilmente con fenomeni sismici. “Non possiamo disperdere queste professionalità – ha aggiunto Ruotolo –. I Campi Flegrei hanno bisogno di risorse, controlli sugli edifici, prevenzione e presenza costante dello Stato”.

La scossa, dunque, non è solo un evento naturale ma un banco di prova per istituzioni e sistema di protezione civile. Perché, come ricordano gli esperti, il bradisismo non è un’emergenza temporanea, ma una condizione strutturale con cui il territorio dovrà continuare a confrontarsi. E che richiede, oggi più che mai, risposte tempestive e visione a lungo termine.

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