25 Ottobre 2026, domenica
HomeMondoCronaca nel MondoMonaco sotto shock: esplosione in un palazzo, gravissimo oligarca ucraino. Ipotesi attentato

Monaco sotto shock: esplosione in un palazzo, gravissimo oligarca ucraino. Ipotesi attentato

Vadim Ermolaev e la moglie in fin di vita, ferito anche il figlio tredicenne. Il governo del Principato: “Scenario doloso altamente probabile”

Un’esplosione violenta, improvvisa, nel cuore della sera monegasca, ha squarciato la quiete di uno dei quartieri residenziali più esclusivi del Principato, aprendo uno scenario che gli investigatori non esitano a definire inquietante: un possibile attentato mirato.

Intorno alle 21, tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, un edificio residenziale è stato teatro di una deflagrazione che ha lasciato sul terreno tre feriti, tra cui l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e sua moglie, entrambi ricoverati in condizioni disperate. Ferito anche il figlio tredicenne della coppia, le cui condizioni, pur serie, non sarebbero tali da far temere per la vita.

L’episodio ha immediatamente mobilitato le autorità del Principato, che non escludono alcuna pista ma orientano con decisione le indagini verso l’ipotesi di un’azione deliberata. “È molto probabile che si tratti di un attentato”, ha dichiarato senza mezzi termini il ministro di Stato e capo del governo monegasco, Christophe Mirmand, giunto sul posto poche ore dopo l’esplosione insieme al procuratore generale Stéphane Thibault e ad altri vertici istituzionali.

Secondo una prima ricostruzione investigativa, l’ordigno sarebbe stato collocato nell’atrio dello stabile. Le immagini delle telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso una persona mentre depositava una borsa o un pacco, per poi allontanarsi rapidamente. L’esplosione, stando alle prime analisi tecniche, sarebbe stata provocata da un dispositivo artigianale contenente materiale metallico – probabilmente bulloni o frammenti – progettato per aumentare il potenziale lesivo.

Un dettaglio che rafforza ulteriormente la pista del gesto mirato e che ha fatto scattare una collaborazione immediata tra Monaco e Francia. Il sospetto autore, infatti, dopo aver lasciato l’edificio, si sarebbe diretto verso il confine francese, riuscendo a far perdere le proprie tracce. “È in corso una cooperazione piena e costante tra i servizi giudiziari e di intelligence dei due Paesi”, ha precisato Mirmand, sottolineando la dimensione internazionale dell’indagine.

Le condizioni delle vittime restano il punto più critico della vicenda. Ermolaev e la moglie lottano tra la vita e la morte, mentre il figlio, pur ferito, sarebbe fuori pericolo imminente. Nessuna informazione ufficiale è stata diffusa sulle cause specifiche che possano aver reso l’oligarca un possibile bersaglio, ma il suo profilo economico e le sue relazioni internazionali rendono il caso particolarmente delicato.

L’eco dell’esplosione non è solo fisico, ma anche simbolico. Monaco, storicamente percepita come una delle enclave più sicure d’Europa, si confronta con un evento che scuote le sue certezze. “Per quanto ne so, è la prima volta nella storia del Principato che si verifica un atto di questa natura”, ha ammesso lo stesso Mirmand, evidenziando la portata eccezionale dell’accaduto.

Nel frattempo, gli inquirenti continuano a raccogliere prove, analizzare i filmati e ricostruire ogni dettaglio delle ore precedenti all’esplosione. Un lavoro meticoloso che dovrà chiarire non solo l’identità dell’esecutore materiale, ma soprattutto il movente di un’azione che, se confermata come attentato, segnerebbe un precedente grave per la sicurezza del piccolo Stato sul Mediterraneo.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti