Mattinata da incubo per l’Alta velocità sulla direttrice Milano–Bologna. Dalle 10.20 la circolazione ferroviaria tra Milano Rogoredo e Piacenza è stata sospesa a causa di un guasto alla linea elettrica, innescando un effetto domino che ha travolto l’intero sistema ferroviario del Nord Italia.
Il blocco improvviso ha costretto diversi convogli a fermarsi o a essere deviati sulla linea convenzionale, con inevitabili allungamenti dei tempi di percorrenza fino a due ore e numerose cancellazioni. La situazione più critica si è registrata nel nodo di Bologna, crocevia strategico dell’alta velocità, dove si contano almeno sette treni soppressi e decine di convogli con ritardi ben oltre l’ora.
Tra i casi più eclatanti, il Frecciarossa 9311 diretto a Torino ha accumulato un ritardo di 280 minuti, mentre un treno Italo proveniente da Napoli, atteso a Milano Centrale alle 10.45, è arrivato poco prima delle 16, con quasi cinque ore di ritardo. Altri convogli hanno registrato disservizi superiori alle due ore.
Particolarmente critiche anche le condizioni a bordo: due treni ad alta velocità sono rimasti bloccati nel Lodigiano senza aria condizionata, aggravando ulteriormente i disagi per i passeggeri in una giornata già segnata dalle alte temperature.
Solo nel pomeriggio, a partire dalle 16.20, la circolazione ha iniziato lentamente a riprendere. In una nota, Rete ferroviaria italiana ha comunicato la riattivazione di uno dei due binari in direzione Sud tra Melegnano e Piacenza, grazie all’intervento dei tecnici, intervenuti “tempestivamente” per ripristinare almeno parzialmente il servizio. Restano tuttavia in corso i lavori per il completo recupero dell’infrastruttura e la riapertura del secondo binario.
Le ripercussioni, però, continueranno a farsi sentire per ore, con ritardi destinati a propagarsi lungo tutta la rete. Trenitalia ha annunciato il rimborso integrale dei biglietti per i passeggeri coinvolti, mentre resta alta la tensione tra i viaggiatori, costretti a fare i conti con una giornata di caos e incertezza.
L’episodio riaccende il dibattito sull’affidabilità della rete ad alta velocità, sempre più centrale per la mobilità nazionale ma ancora vulnerabile a guasti che, in pochi minuti, possono paralizzare l’intero sistema.
