2 Ottobre 2026, venerdì
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Berlino chiude la porta a UniCredit: no all’offerta su Commerzbank

Il governo federale boccia l’operazione: “Nessun premio adeguato e ruolo strategico da preservare”. Difesa dell’indipendenza e del Mittelstand

La Germania alza un muro sulla scalata di UniCredit a Commerzbank. Il governo federale ha ufficialmente respinto l’offerta del gruppo bancario italiano, giudicandola insufficiente sotto il profilo economico e inadeguata rispetto al peso strategico dell’istituto tedesco. A renderlo noto è stata l’Agenzia delle Finanze tedesca, organismo che gestisce la partecipazione statale nella banca con sede a Francoforte.

La bocciatura non lascia spazio a interpretazioni: l’eventuale accettazione dell’offerta era “economicamente fuori discussione”, si legge nel comunicato, poiché non prevedeva “un premio adeguato rispetto all’attuale quotazione del titolo Commerzbank”. Un giudizio netto, che sottolinea come Berlino non intenda svendere un asset considerato cruciale per l’equilibrio finanziario nazionale.

Ma la questione va ben oltre la mera valutazione di mercato. Commerzbank viene infatti definita dal governo tedesco un pilastro del sistema economico, in particolare per il suo ruolo nel finanziamento del Mittelstand, l’ossatura produttiva del Paese composta da piccole e medie imprese. Un segmento che rappresenta la spina dorsale dell’industria tedesca e che, secondo Berlino, necessita di un presidio bancario stabile e radicato sul territorio.

Non solo. L’istituto è anche un attore chiave per il sistema occupazionale e per la tenuta del centro finanziario di Francoforte, uno degli hub più rilevanti d’Europa. “Entrambi questi aspetti devono essere garantiti anche in futuro”, sottolinea l’Agenzia, lasciando intendere che qualsiasi operazione straordinaria dovrà rispettare vincoli stringenti in termini di occupazione e radicamento territoriale.

A rafforzare la linea del governo è intervenuto anche il comitato direttivo interministeriale del Fondo di stabilizzazione dei mercati finanziari (Fms), che ha espresso pieno sostegno alla “strategia di indipendenza di Commerzbank”, respingendo al contempo quello che viene definito un “approccio aggressivo” da parte di UniCredit.

Il messaggio politico è chiaro: Berlino intende difendere i propri campioni nazionali in un contesto europeo sempre più competitivo e segnato da tentativi di consolidamento transfrontaliero. La partita resta aperta sul piano industriale e finanziario, ma per ora la Germania ha scelto la linea della prudenza – e della sovranità economica.

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