25 Ottobre 2026, domenica
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Addio a Marjane Satrapi, la voce dell’Iran contemporaneo: “È morta di tristezza dopo la perdita del marito”

L’autrice di Persepolis si spegne a 56 anni: una vita tra esilio, arte e impegno civile

Si è spenta in Francia a 56 anni Marjane Satrapi, artista, illustratrice e regista franco-iraniana che aveva conquistato il mondo con Persepolis, opera simbolo della graphic novel contemporanea. A darne notizia sono stati i familiari, attraverso un comunicato diffuso all’agenzia Afp, nel quale si legge che l’autrice “è morta di tristezza, a poco più di un anno dalla scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e amore della sua vita”.

Una perdita, quella del compagno – produttore, attore e sceneggiatore scomparso l’8 aprile 2025 – che avrebbe segnato profondamente gli ultimi mesi di vita dell’artista, già figura sensibile e profondamente legata alle vicende personali e collettive che hanno attraversato la sua esistenza.

Nata il 22 novembre 1969 a Rasht, in Iran, e cresciuta a Teheran in una famiglia colta e politicamente impegnata, Satrapi affondava le proprie radici in una storia complessa: di lontane origini azere e discendente dello Shah Nasser al-Din, fu testimone diretta degli sconvolgimenti che segnarono il suo Paese. La Rivoluzione islamica del 1979 e l’ascesa del regime di Ruhollah Khomeini rappresentarono per lei una cesura esistenziale e culturale destinata a diventare materia narrativa.

A soli 14 anni, nel 1983, fu mandata dai genitori a Vienna per sottrarla al crescente clima repressivo. L’esperienza dell’esilio, segnata da solitudine e spaesamento, si rivelò decisiva per la formazione della sua identità artistica. Tornata in Iran, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Teheran, ma il richiamo dell’Europa prevalse: nel 1994 si stabilì definitivamente a Parigi, città che sarebbe diventata il suo laboratorio creativo e la sua casa.

Proprio da questa biografia intensa e stratificata nacque Persepolis, serie di graphic novel autobiografiche in bianco e nero pubblicate tra il 2000 e il 2003. Un racconto potente, capace di intrecciare memoria privata e storia collettiva, ironia e dramma, infanzia e repressione. L’opera divenne rapidamente un caso editoriale internazionale, contribuendo a legittimare il fumetto come forma d’arte e strumento di testimonianza politica.

Nel 2007, Persepolis fu adattato in un film d’animazione diretto dalla stessa Satrapi insieme a Vincent Paronnaud. La pellicola ottenne un’accoglienza straordinaria: Premio della Giuria al Festival di Cannes, oltre ai César per la migliore opera prima e per la migliore sceneggiatura non originale. Un successo che consacrò definitivamente l’artista sulla scena culturale globale.

Nel corso della sua carriera, Satrapi ha continuato a muoversi tra linguaggi diversi – fumetto, illustrazione, cinema – mantenendo sempre uno sguardo lucido e indipendente. Le sue opere hanno affrontato temi come l’identità, l’esilio, la libertà individuale e il ruolo delle donne nelle società contemporanee, rendendola una delle voci più autorevoli e riconoscibili del panorama artistico internazionale.

Con la sua scomparsa si chiude una parabola creativa unica, capace di raccontare con forza e delicatezza le contraddizioni del nostro tempo. Resta un’eredità culturale che continuerà a parlare, soprattutto alle nuove generazioni, di libertà, memoria e resistenza.

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