6 Ottobre 2026, martedì
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Francia-Israele, linea dura su Ben Gvir: Parigi chiude le frontiere al ministro

Dopo le tensioni legate alla Flotilla Global Sumud, Parigi vieta l’ingresso al ministro israeliano: “Comportamenti inaccettabili verso cittadini europei”. E rilancia: “Servono sanzioni Ue”

Parigi alza il livello dello scontro diplomatico con una decisione senza precedenti: il ministro israeliano Itamar Ben Gvir è ufficialmente persona non gradita sul territorio francese. A comunicarlo è stato il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, che in un messaggio pubblico ha annunciato l’interdizione immediata all’ingresso per l’esponente del governo di Tel Aviv.

Una misura che arriva al culmine delle tensioni generate dall’episodio della Flotilla Global Sumud, l’iniziativa marittima con a bordo attivisti internazionali, tra cui cittadini francesi ed europei. Secondo Parigi, il comportamento tenuto da Ben Gvir nei confronti dei passeggeri è stato “inqualificabile”, tanto da rendere inevitabile una risposta politica netta.

Il governo francese, pur prendendo le distanze dall’iniziativa della Flotilla — giudicata inefficace e gravosa per l’apparato diplomatico e consolare — ha voluto tracciare una linea chiara: nessuna tolleranza verso atti di intimidazione o maltrattamenti ai danni dei propri cittadini. “Non possiamo accettare che francesi vengano minacciati o intimiditi, tanto più da un rappresentante istituzionale”, ha sottolineato Barrot, rivendicando al contempo il lavoro “professionale e instancabile” della rete diplomatica impegnata nella gestione della crisi.

Ma la presa di posizione francese non si ferma qui. Parigi guarda a Bruxelles e chiama in causa l’Unione europea, chiedendo un intervento coordinato. “Come già fatto dal collega italiano Antonio Tajani, sollecito l’adozione di sanzioni europee nei confronti di Ben Gvir”, ha dichiarato il ministro, aprendo di fatto un fronte comunitario sulla vicenda.

La decisione francese segna un passaggio delicato nei rapporti tra Europa e Israele, inserendosi in un contesto già segnato da crescenti frizioni politiche e diplomatiche. E mentre Parigi ribadisce il proprio dissenso verso azioni ritenute provocatorie o controproducenti come la Flotilla, allo stesso tempo rivendica il diritto — e il dovere — di proteggere i propri cittadini anche sul piano internazionale.

Un equilibrio difficile, che riflette le tensioni di uno scenario geopolitico sempre più complesso. Ma su un punto, la Francia sembra non voler arretrare: il rispetto delle regole e la tutela dei propri cittadini restano non negoziabili.

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