Un nuovo capitolo per il sistema bancario italiano prende forma. I consigli di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione che porterà alla creazione di un gruppo bancario integrato, destinato a ridefinire gli equilibri della finanza nazionale.
L’operazione, che rappresenta il naturale sviluppo della scalata avviata lo scorso anno da Siena su Piazzetta Cuccia, prevede il delisting di Mediobanca e la riorganizzazione delle attività più strategiche all’interno di una nuova struttura societaria. A Piazza Affari la notizia è stata accolta positivamente dagli investitori: il titolo Mps ha registrato un rialzo superiore all’1%, mentre Mediobanca ha guadagnato circa il 3%.
Il rapporto di concambio
Il progetto di fusione, che dovrà ora passare al vaglio delle assemblee straordinarie degli azionisti delle due banche, stabilisce un concambio pari a 2,45 azioni di Monte dei Paschi di Siena per ogni azione Mediobanca.
Secondo quanto precisato nella nota congiunta diffusa dagli istituti, la valutazione tiene conto anche delle distribuzioni di dividendi relative all’esercizio 2025 — pari a 0,86 euro per Mps e 0,63 euro per Mediobanca — e incorpora un premio di circa il 3% rispetto alle quotazioni di mercato.
L’orizzonte temporale dell’operazione resta quello già delineato nei mesi scorsi: la chiusura definitiva è prevista entro la fine del 2026, al termine di un processo che richiederà le autorizzazioni regolamentari e l’approvazione degli azionisti.
La nuova geografia dell’azionariato
Una volta completata la fusione, cambierà anche la struttura proprietaria dell’istituto senese, che diventerà il baricentro del nuovo gruppo.
Secondo lo schema delineato nel progetto, tra i principali azionisti figureranno:
- Delfin, con il 16,1%
- Gruppo Caltagirone, con il 9,4%
- BlackRock, con il 4,6%
- Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il 4,5%
- Banco Bpm, con il 3,4%
Una compagine che riflette il progressivo ridimensionamento della presenza pubblica e il rafforzamento del capitale privato, in linea con la strategia di rilancio intrapresa negli ultimi anni da Monte dei Paschi.
Una nuova Mediobanca per il private e l’investment banking
Il progetto di integrazione non si limita alla fusione societaria. Il disegno industriale prevede infatti la creazione di una nuova società, Mediobanca Spa, interamente controllata da Mps ma non quotata in Borsa.
A questa entità verranno conferite le attività più specialistiche:
- corporate e investment banking,
- private banking e servizi per la clientela di fascia alta.
La scelta, spiegano le banche, mira a preservare il valore e il posizionamento del marchio Mediobanca, storicamente associato alle operazioni di finanza d’impresa e alla gestione dei grandi patrimoni.
All’interno della nuova società confluirà anche la partecipazione strategica detenuta da Mediobanca in Generali, asset considerato centrale nel perimetro della finanza italiana.
Parallelamente è prevista l’integrazione delle reti di consulenza finanziaria e delle attività retail e di wealth management per la clientela affluent, con la confluenza delle strutture di Mediobanca Premier e Banca Widiba.
Un gruppo bancario integrato
L’operazione si inserisce nel quadro del piano industriale 2026-2030 recentemente approvato da Monte dei Paschi, che punta a rafforzare la competitività del gruppo e ad ampliare la gamma dei servizi finanziari offerti.
Secondo le stime contenute nel progetto, la fusione permetterà di realizzare sinergie industriali per circa 700 milioni di euro, grazie alla razionalizzazione delle strutture operative, alla maggiore integrazione delle piattaforme e alla complementarità dei segmenti di business.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un unico gruppo bancario integrato, capace di competere su più fronti — dal credito tradizionale all’investment banking, dalla consulenza finanziaria alla gestione patrimoniale — senza rinunciare alle identità storiche e alle competenze professionali che hanno reso riconoscibili i due istituti.
In altre parole, la fusione tra Siena e Piazzetta Cuccia non punta soltanto alla dimensione, ma alla creazione di un nuovo protagonista della finanza italiana, in grado di coniugare tradizione bancaria, capacità di investimento e presenza nei segmenti più redditizi del mercato.
