Almeno 171 corpi sepolti in fosse comuni sono stati rinvenuti alla periferia di Uvira, nel Sud Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. La scoperta è avvenuta in un’area recentemente abbandonata dal gruppo ribelle Movimento 23 Marzo (M23), mentre nella regione proseguono combattimenti e tensioni nonostante un accordo di cessate il fuoco sostenuto dagli Stati Uniti.
A darne notizia è stato il governatore provinciale, Jean-Jacques Purusi, che ha riferito dell’individuazione di due distinti siti di sepoltura. «Abbiamo identificato una fossa comune con circa 30 corpi nel quartiere di Kiromoni, non lontano dal confine con il Burundi, e un’altra a Kavimvira, dove sono stati trovati 171 corpi», ha dichiarato. Le cifre restano provvisorie e potrebbero essere aggiornate con il proseguire delle verifiche.
Il ritrovamento si inserisce in un quadro di instabilità cronica che da anni affligge le province orientali del Paese. L’M23, riemerso con forza nel 2022, ha occupato diverse aree del Nord e Sud Kivu, provocando nuovi sfollamenti e aggravando una crisi umanitaria già profonda. Il recente ritiro da alcune zone non ha segnato la fine delle violenze, ma ha piuttosto aperto spazi in cui stanno emergendo le conseguenze del controllo esercitato dai gruppi armati.
Organizzazioni della società civile locali parlano di vittime civili e chiedono un’indagine indipendente per accertare le responsabilità. Le autorità provinciali non hanno ancora fornito dettagli sull’identità delle vittime né sulle circostanze delle uccisioni. L’accesso limitato ad alcune aree e l’assenza di risorse adeguate complicano le operazioni di identificazione e raccolta delle prove.
Il cessate il fuoco annunciato nelle scorse settimane avrebbe dovuto congelare le linee del fronte e creare le condizioni per un negoziato politico. Tuttavia, fonti locali segnalano scontri sporadici e accuse reciproche di violazione degli accordi. In questo contesto, la scoperta delle fosse comuni rappresenta un ulteriore elemento di tensione e mette in discussione la tenuta del processo di pace.
Il conflitto nell’est della Repubblica Democratica del Congo, alimentato da rivalità etniche, interessi economici e interferenze regionali, dura da oltre due decenni. Le fosse comuni rinvenute a Uvira aggiungono un nuovo capitolo a una lunga sequenza di violenze rimaste in larga parte impunite. Ora l’attenzione si concentra sulle indagini e sulla possibilità di accertare responsabilità in un contesto dove la giustizia fatica a farsi strada.
