6 Ottobre 2026, martedì
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Piazza Affari e Borse europee in stand-by: Fed, geopolitica e oro record guidano la cautela degli investitori

Mercati prudenti in attesa delle decisioni della Federal Reserve e delle trimestrali dei big tech. L’oro vola sui massimi storici, mentre Piazza Affari resta immobile con pochi spunti settoriali.

Avvio di settimana all’insegna della prudenza per i mercati azionari europei e per Piazza Affari, che procedono senza slanci in un clima dominato dall’attesa. Gli operatori guardano soprattutto alla riunione della Federal Reserve di mercoledì: le attese convergono su una conferma dei tassi di interesse, ma ogni parola del board americano sarà analizzata per cogliere segnali sulle future mosse di politica monetaria. A fare da contrappeso, nelle prossime sedute, ci sarà anche la raffica di trimestrali delle big tech statunitensi, potenzialmente in grado di orientare il sentiment globale.

Sul quadro generale continuano a pesare le tensioni geopolitiche e commerciali, che spingono gli investitori verso asset difensivi. Non a caso l’oro, tradizionale bene rifugio, accelera con decisione e aggiorna i massimi storici, superando per la prima volta la soglia dei 5.000 dollari l’oncia, con un balzo del 2,30% che conferma la ricerca di protezione in una fase di incertezza diffusa.

Sul fronte valutario, poche variazioni per il cambio euro/dollaro, stabile in area 1,185. Andamento piatto anche per il petrolio: il Light Sweet Crude Oil oscilla sui livelli della vigilia, con una lieve flessione dello 0,08%, segno di un mercato energetico in equilibrio precario tra timori macroeconomici e fattori geopolitici.

Migliora intanto il mercato dei titoli di Stato italiani. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende a quota 60 punti base, mentre il rendimento del decennale si attesta al 3,49%, confermando una fase di relativa distensione sul fronte del debito sovrano.

In Europa prevale l’immobilismo. Francoforte resta sulla parità, Londra non mostra variazioni significative e Parigi archivia la seduta con movimenti minimi. Un copione che si riflette anche a Milano: il FTSE MIB si muove appena, attestandosi a 44.888 punti, mentre il FTSE Italia All-Share rimane fermo a quota 47.785. Più deboli i segmenti a media e piccola capitalizzazione, con il Mid Cap in calo dello 0,24% e lo Star che cede lo 0,32%.

Tra le blue chip di Piazza Affari emergono alcune note positive. Ferrari guida i rialzi con un progresso dell’1,48%, seguita da Banco BPM (+1,37%), Mediobanca (+1,15%) e Telecom Italia (+0,91%). Sul fronte opposto, pesante DiaSorin, che lascia sul terreno il 2,84%. In flessione anche Fincantieri (-1,52%), Tenaris (-1,29%) e STMicroelectronics (-1,08%).

Nel comparto delle medie capitalizzazioni spiccano Brembo (+2,48%), LU-VE Group (+1,46%), RCS (+1,42%) e Philogen (+1,41%). Deboli invece Alerion Clean Power (-1,45%), Ferretti (-1,45%), Avio (-1,42%) e Ferragamo (-1,28%), in una giornata complessivamente priva di direzione.

Il quadro che emerge è quello di mercati sospesi, in attesa di segnali più chiari dalla politica monetaria statunitense e dai conti delle grandi aziende tecnologiche, mentre l’oro continua a correre e a fotografare, meglio di ogni indice, il clima di incertezza che domina i listini globali.

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