Lunedì nero sui mercati europei, con Piazza Affari che risente delle tensioni tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia. La prima seduta della settimana si muove in un’altalena di vendite e riprese: alle 12.10 il FTSE MIB cede l’1,77% a 44.989 punti, oscillando tra un minimo di 44.944 e un massimo di 45.394 punti. Il FTSE Italia All Share perde l’1,75%, mentre Mid Cap e STAR chiudono la mattinata rispettivamente a -1,54% e -1,49%. Wall Street resta silenziosa per festività, lasciando i mercati europei a navigare sulle proprie incertezze.
Sul fronte macro, lo spread Btp-Bund resta sotto i 60 punti, con il rendimento del decennale italiano sopra il 3,4%. L’euro si consolida oltre 1,16 dollari, mentre il bitcoin rimbalza a 93.000 dollari (circa 80.000 euro). L’oro, intanto, si regala un nuovo record a 4.670 dollari, diventando il vero protagonista dei portafogli più prudenti.
Il settore bancario è sotto i riflettori: UniCredit e BPER Banca cedono entrambe il 2,18%, rispettivamente a 71,05 e 11,89 euro, mostrando quanto le trimestrali dei colossi finanziari statunitensi influenzino anche Piazza Affari.
Enel rallenta leggermente (-1,06% a 9,078 euro) nonostante il pagamento dell’acconto sul dividendo 2026, pari a 0,23 euro per azione. Prysmian prende una pausa dopo tre sedute di rally, cedendo l’1,86% a 94,02 euro. STM soffre di più, lasciando sul terreno il 4,73% a 23,155 euro, in un mercato sempre più volatile.
Sul fronte opposto, Leonardo sorprende sfruttando le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti ed Europa: il titolo aerospaziale cresce del 2,95% a 60,76 euro, confermandosi come porto sicuro per gli investitori in scenari incerti.
Il lusso, invece, paga dazio: Brunello Cucinelli scivola del 2,56% a 85,28 euro, Moncler cede il 2,33% a 49,81 euro, in un contesto di prudenza che non risparmia nemmeno i marchi più solidi.
In sintesi, una mattinata dominata dall’incertezza geopolitica e dalle prese di beneficio, con una Borsa che mostra un volto sfaccettato: a perdere sono soprattutto le banche e il lusso, a guadagnare chi può contare su ordini strategici e contratti internazionali, come Leonardo, mentre l’oro continua a brillare come scudo contro la volatilità.
