7 Ottobre 2026, mercoledì
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Repubblica nel mirino: M5S chiede garanzie su occupazione e indipendenza

Caso e Appendino, durante l’audizione del sottosegretario Barachini, ribadiscono: “No a smantellamenti in stile Elkann. Serve affidabilità dell’acquirente e tutela dei lavoratori”.

Nessun passo avanti concreto sull’editoria. Dall’audizione odierna del sottosegretario Giuseppe Barachini non arrivano novità significative. I deputati M5S Antonio Caso e Chiara Appendino lanciano un monito chiaro: indipendenza, pluralismo e occupazione restano priorità irrinunciabili.

“Non possiamo accettare operazioni alla Elkann, dove si smantella e si licenzia. Già visto in passato, e non vogliamo ripetere gli stessi errori”, hanno sottolineato. Per i parlamentari, l’affidabilità dell’acquirente è cruciale: il gruppo greco finora indicato non dà alcuna garanzia.

Non manca il confronto politico. Secondo i deputati, una proposta alternativa italiana, respinta dalla proprietà, dimostra che chi compra fa la differenza. Sul tavolo anche l’ipotesi di una fondazione in grado di garantire pluralismo e indipendenza, avanzata dai giornalisti di Repubblica.

Caso e Appendino non abbassano la guardia: “Elkann deve metterci la faccia. Abbiamo richiesto un’audizione in Commissione: vedremo se si presenterà”.

La posta in gioco resta altissima. La difesa dei lavoratori e delle professionalità accumulate negli anni è la linea rossa dei parlamentari M5S, pronti a mantenere la pressione politica fino a quando non saranno assicurate le tutele necessarie.

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