Nessun passo avanti concreto sull’editoria. Dall’audizione odierna del sottosegretario Giuseppe Barachini non arrivano novità significative. I deputati M5S Antonio Caso e Chiara Appendino lanciano un monito chiaro: indipendenza, pluralismo e occupazione restano priorità irrinunciabili.
“Non possiamo accettare operazioni alla Elkann, dove si smantella e si licenzia. Già visto in passato, e non vogliamo ripetere gli stessi errori”, hanno sottolineato. Per i parlamentari, l’affidabilità dell’acquirente è cruciale: il gruppo greco finora indicato non dà alcuna garanzia.
Non manca il confronto politico. Secondo i deputati, una proposta alternativa italiana, respinta dalla proprietà, dimostra che chi compra fa la differenza. Sul tavolo anche l’ipotesi di una fondazione in grado di garantire pluralismo e indipendenza, avanzata dai giornalisti di Repubblica.
Caso e Appendino non abbassano la guardia: “Elkann deve metterci la faccia. Abbiamo richiesto un’audizione in Commissione: vedremo se si presenterà”.
La posta in gioco resta altissima. La difesa dei lavoratori e delle professionalità accumulate negli anni è la linea rossa dei parlamentari M5S, pronti a mantenere la pressione politica fino a quando non saranno assicurate le tutele necessarie.
