6 Ottobre 2026, martedì
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Importazioni in calo, l’export resiste ma arretra: l’analisi Istat di novembre

La flessione delle importazioni dall'extra Ue segna un -7,4% su ottobre, con la contrazione più netta dai Paesi Opec. L'export scende, ma i segni di stabilità si intravedono.

A novembre, l’Italia ha registrato una netta contrazione nel commercio con i Paesi extra Ue, come rivelato dai dati Istat. Le importazioni hanno subito una flessione importante, pari al 7,4% rispetto al mese precedente, con un calo ancora più marcato se confrontato con lo stesso periodo del 2023: -11,3%. Le esportazioni, invece, hanno mostrato segnali di stabilità, seppur con una lieve flessione annua del 3,3%.

Il dato più significativo arriva dalle importazioni dai Paesi Opec, con una contrazione pesante del 34,6%. Anche gli scambi con altre aree economiche importanti hanno segnato il passo: le importazioni dalla Svizzera sono diminuite del 14,1%, quelle dal Regno Unito del 12,6%, dagli Stati Uniti dell’8,2%, dalla Turchia del 6,8% e dalla Cina del 4,2%.

Per quanto riguarda le esportazioni, la Turchia è il mercato che ha mostrato il peggior risultato, con un crollo delle vendite italiane pari al 41,1%. Più contenuto, ma comunque negativo, il dato verso gli Stati Uniti, che ha visto una flessione del 3%.

L’analisi complessiva mostra un quadro di incertezze economiche a livello globale, con l’Italia che continua a fronteggiare sfide significative nell’ambito del commercio internazionale. La contrazione delle importazioni può essere vista come una reazione ai cambiamenti nei costi energetici e alle difficoltà legate alla supply chain globale, mentre le esportazioni, pur mostrando segni di stallo, restano un indicatore di resilienza per le imprese italiane.

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