6 Ottobre 2026, martedì
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Mattarella: «La Difesa non è mai stata una spesa popolare, ma oggi è una necessità imprescindibile»

Nel tradizionale incontro con le alte cariche dello Stato, il Capo dello Stato richiama il Paese a una scelta di responsabilità in un contesto internazionale sempre più instabile

La spesa per la Difesa è, da sempre, una delle voci più delicate e controverse del bilancio pubblico. A ricordarlo con chiarezza è stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso in occasione degli auguri alle alte cariche dello Stato, tracciando un quadro lucido delle sfide che attendono l’Italia e l’Europa nello scenario internazionale attuale.

«Dotarsi di strumenti efficaci per garantire la difesa collettiva non è mai stato un obiettivo popolare», ha osservato il Capo dello Stato, sottolineando come tale diffidenza sia comprensibile, soprattutto in Paesi che hanno fatto della pace e della cooperazione internazionale un pilastro della propria identità politica. Anche quando l’investimento militare è finalizzato alla tutela della sicurezza e alla salvaguardia della pace, e si muove nel solco di una politica coerente con il diritto internazionale, resta infatti una scelta complessa e spesso contestata dall’opinione pubblica.

Eppure, ha ammonito Mattarella, il momento storico impone una riflessione più profonda e realistica. «Poche volte come ora», ha affermato, «questa esigenza si presenta come necessaria». Un passaggio che richiama implicitamente l’attuale quadro geopolitico, segnato da conflitti aperti, tensioni ai confini dell’Europa e da un generale indebolimento degli equilibri di sicurezza costruiti nel secondo dopoguerra.

Il messaggio del presidente non è un’esaltazione della forza militare, ma un richiamo alla responsabilità collettiva: la Difesa, nel suo discorso, viene delineata come strumento indispensabile per preservare la pace, non come alternativa alla diplomazia. In un mondo sempre più instabile, investire nella sicurezza comune diventa dunque una scelta obbligata, se si vuole continuare a tutelare libertà, diritti e ordine internazionale.

Parole che suonano come un invito alla politica e al Paese a superare resistenze ideologiche e calcoli di breve periodo, per affrontare con consapevolezza una fase storica in cui la sicurezza non può più essere data per scontata.

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