5 Ottobre 2026, lunedì
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Liceo Giulio Cesare, riemerge l’orrore della “lista stupri”: nel mirino anche due docenti

Dopo l’occupazione tornano scritte e minacce nel liceo storico della Capitale. Gli studenti denunciano: “Un gesto consapevole, che ignora indignazione e percorsi di sensibilizzazione”

Roma – A distanza di poche settimane dall’ultimo, gravissimo episodio, il liceo classico Giulio Cesare torna a fare i conti con una nuova e inquietante “lista stupri”. Il ritrovamento è avvenuto al termine di un’occupazione dell’istituto: durante la ricognizione degli spazi, oltre a scritte vandaliche, insulti e offese rivolte alla dirigente scolastica nei bagni, è emersa un’ulteriore scritta choc. Nell’anticamera del primo piano, secondo quanto denunciato dai rappresentanti degli studenti, compariva la dicitura “lista stupri”, seguita questa volta dai nomi di due professoresse.

Un episodio che scuote profondamente la comunità scolastica e che, proprio perché non isolato, assume un peso ancora più allarmante. A denunciarlo pubblicamente sono stati gli stessi rappresentanti degli studenti, che parlano di indignazione, rabbia e sgomento. “La comunità studentesca – spiegano – si ritrova ancora una volta costretta a denunciare un accaduto che mai avrebbe pensato di poter rivivere”.

Per gli studenti si tratta di un atto “più grave, più inquietante e più inaccettabile” proprio perché si inserisce in una scia già tristemente nota. “Chi ha compiuto questo gesto lo ha fatto in piena consapevolezza – sottolineano – ignorando deliberatamente una denuncia già avvenuta, un’indignazione collettiva già espressa e un percorso di sensibilizzazione che avrebbe dovuto impedire il ripetersi di simili atrocità”.

Il riferimento è a quanto accaduto il 27 novembre scorso, quando nei bagni maschili del liceo era comparsa un’altra “lista stupri”, con i nomi di studenti e studentesse. Da allora sono trascorsi appena venti giorni. Un lasso di tempo che, secondo i rappresentanti, dimostra come non si sia trattato di un gesto estemporaneo. “Il ripetersi di simili azioni – affermano – conferma che non siamo di fronte a episodi isolati, ma ai segnali di un problema più profondo che non può e non deve essere ignorato”.

L’obiettivo, ribadiscono, è restituire alla scuola il suo ruolo di spazio sicuro e rispettoso: “Riteniamo fondamentale che questi accadimenti vengano presi sul serio e affrontati con la dovuta attenzione, affinché l’istituto torni a essere un luogo inclusivo per tutti e tutte”.

Sulla vicenda di novembre la Procura di Roma, in coordinamento con il Tribunale dei minori, ha già aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di istigazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale. Ma il fenomeno non riguarda soltanto il Giulio Cesare. Negli ultimi giorni una lista analoga è comparsa anche nei bagni maschili del vicino liceo Carducci, mentre un episodio simile è stato segnalato al liceo scientifico Vallisneri di Lucca, dove accanto a due nomi femminili è stato disegnato un simbolo fallico con la stessa, agghiacciante scritta.

Una sequenza di fatti che interroga il mondo della scuola e le istituzioni, chiamate a rispondere non solo sul piano repressivo, ma anche su quello educativo e culturale, per arginare una deriva che continua a riproporsi con inquietante ostinazione.

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