6 Ottobre 2026, martedì
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Lotta all’evasione, il Mef: “In dieci mesi entrate per 12,8 miliardi, in crescita del 9,6 per cento”

Il Ministero dell’Economia diffonde i dati sul gettito derivante dall’attività di accertamento e controllo: nei primi dieci mesi del 2025 un incremento vicino al 10 per cento.

Nei primi dieci mesi del 2025, il Ministero dell’Economia e delle Finanze registra un risultato significativo nell’ambito della lotta all’evasione fiscale: le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo hanno raggiunto 12.824 milioni di euro, con un aumento di 1.125 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a un incremento percentuale del 9,6.

Il dato emerge chiaramente dal Bollettino delle entrate tributarie pubblicato sul sito del Dipartimento Finanze del Mef, che evidenzia come la crescita riguardi sia le imposte dirette sia quelle indirette, seppur con dinamiche differenti. Dalle imposte dirette sono arrivati 6.561 milioni di euro, con un aumento di 998 milioni rispetto al periodo gennaio-ottobre 2024, pari a una crescita del 17,9 per cento. Le imposte indirette, invece, hanno contribuito con 6.263 milioni di euro, segnando un incremento di 127 milioni di euro, pari al 2,1 per cento.

Il risultato conferma l’efficacia degli strumenti di controllo e accertamento messi in campo dal Mef, evidenziando come l’attività mirata contro l’evasione non solo recuperi risorse significative, ma rafforzi anche la fiducia nel sistema fiscale, assicurando maggiore equità tra i contribuenti. L’andamento positivo delle entrate dirette, in particolare, segnala l’impatto delle strategie di monitoraggio sulle principali fonti di reddito e sulle grandi posizioni fiscali, mentre l’incremento delle imposte indirette testimonia una gestione costante e capillare dei controlli anche sulle transazioni e consumi quotidiani.

Secondo il Mef, questi numeri rappresentano un indicatore chiave della solidità delle politiche di contrasto all’evasione, un settore strategico per garantire risorse aggiuntive al bilancio pubblico e sostenere gli interventi di politica economica e sociale. Il 2025 si conferma così un anno in cui la capacità di accertamento e controllo dello Stato si traduce in un concreto rafforzamento della finanza pubblica, contribuendo a una maggiore redistribuzione delle risorse e al rispetto dei principi di equità fiscale.

L’analisi dettagliata del bollettino mette in luce anche l’evoluzione dei comportamenti dei contribuenti, segnalando un graduale adeguamento alle regole e un’efficace risposta alle azioni preventive e correttive del fisco. Il dato finale, 12,8 miliardi recuperati in dieci mesi, non è solo un indicatore contabile, ma un segnale della capacità dello Stato di intervenire in maniera strutturata e sistematica per contrastare l’evasione e rafforzare il sistema di fiscalità nazionale.

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