6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaCronacaMaxi operazione antimafia a Roma: quattordici arresti per tentati omicidi, armi, estorsioni...

Maxi operazione antimafia a Roma: quattordici arresti per tentati omicidi, armi, estorsioni e sequestro di persona

Coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, l’azione ha coinvolto reparti speciali dei Carabinieri. Sventato un rapimento imminente. Sequestrati droga e orologi di lusso per centinaia di migliaia di euro.

All’alba, Roma si è svegliata sotto il rombo degli elicotteri e il movimento serrato dei reparti speciali. Un’operazione vasta e complessa, pianificata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura capitolina e condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per quattordici persone ritenute gravemente indiziate di una serie di reati che delineano un quadro di violenza, intimidazione e controllo mafioso.

Il dispositivo dispiegato è stato imponente. Accanto ai militari del Comando Provinciale, hanno operato gli uomini del Gis, il primo Reggimento Tuscania, gli Squadroni Eliportati Cacciatori di Sicilia e Puglia, il Raggruppamento Aeromobili, le unità cinofile, le Aliquote di Primo Intervento e le Squadre Operative di Supporto del Reggimento Lazio. Una mobilitazione che fotografa l’allarme destato dall’inchiesta, avviata nel dicembre 2022 dal Nucleo Investigativo di Roma sotto il coordinamento della Dda.

Secondo gli investigatori, gli indagati sarebbero coinvolti in due tentati omicidi avvenuti tra aprile e maggio 2023 nella zona Tuscolano-Don Bosco. In entrambi i casi furono esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco, esito di contrasti esplosi attorno alla gestione del narcotraffico e di altre attività illecite. Intorno a quel crocevia criminale, la magistratura ha ricostruito un sistema di traffici legati a cocaina e hashish, con ramificazioni e alleanze mutevoli, spesso regolate con la violenza.

Le indagini hanno poi messo in luce un tentativo di estorsione ai danni di un gioielliere romano, un episodio che ha fatto emergere la potenziale interferenza di due clan storici: il gruppo Di Lauro, radicato nell’area napoletana, e il clan Senese, attivo da anni nella Capitale. A innescare il meccanismo sarebbe stato un malvivente romano che, secondo gli accertamenti, avrebbe fatto credere falsamente di agire come emissario della famiglia Senese. Una mossa che ha provocato la reazione di entrambe le organizzazioni, culminata nella richiesta di un risarcimento di duecentomila euro e nel successivo progetto di sequestro della stessa persona coinvolta nell’estorsione.

Il rapimento, preparato nei dettagli, è stato sventato in extremis grazie all’intervento dei Carabinieri del Nucleo Investigativo. L’uomo, che stava per essere condotto in una cantina destinata a diventare il luogo della sua prigionia e della prevista tortura, è stato intercettato e fermato insieme ai suoi sequestratori nel corso di un controllo. L’episodio ha impedito l’esecuzione del progetto criminale, ma ha portato all’arresto del malvivente per un’estorsione precedente di cui si era reso protagonista. Ne è seguita, secondo la ricostruzione degli inquirenti, una spedizione punitiva orchestrata dai gruppi coinvolti per punire chi non era riuscito a portare a termine il sequestro programmato.

La misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari contesta agli arrestati, a vario titolo, i reati di tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, estorsione aggravata dal metodo mafioso e dal fine di agevolare il clan Senese, nonché tentato sequestro di persona anch’esso aggravato dal ricorso alle modalità tipiche dell’associazione mafiosa.

Nel corso delle operazioni sono scattati ulteriori due arresti in flagranza. Due soggetti sono stati trovati in possesso di un chilo e trecento grammi di cocaina e di trecento grammi di hashish. Durante le perquisizioni i militari hanno inoltre sequestrato tredici orologi di pregio, dal valore complessivo stimato intorno ai trecentocinquantamila euro, ritenuti frutto di attività illecite.

Tutti gli indagati sono stati condotti in carcere e saranno interrogati nei prossimi giorni dal giudice per le garanzie. L’operazione segna un ulteriore capitolo nella lunga battaglia contro la criminalità organizzata radicata nella Capitale, una presenza capace di intrecciare interessi, alleanze e conflitti con gruppi criminali provenienti da altre regioni e di mantenere una pressione costante su settori nevralgici dell’economia illegale.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti