7 Ottobre 2026, mercoledì
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Eurovision, tensione internazionale: Israele partecipa, quattro Paesi europei disertano

Eurovision 2026 a Vienna: Israele confermato in gara, ma Spagna, Irlanda, Olanda e Slovenia annunciano il boicottaggio in segno di protesta contro le azioni militari a Gaza.

Vienna – L’Eurovision Song Contest 2026, in programma dal 12 al 16 maggio a Vienna, si apre già con una polemica internazionale di forte rilievo. Israele è stato confermato tra i partecipanti, ma la decisione ha provocato un immediato boicottaggio da parte di Spagna, Irlanda e Olanda, seguite poco dopo dalla Slovenia. Le rispettive emittenti radiotelevisive pubbliche – Rtve, Rte, Avrotros e la radiotelevisione slovena – hanno annunciato che non prenderanno parte alla competizione in segno di protesta contro le azioni militari israeliane a Gaza.

La decisione era stata preceduta da una riunione dell’Unione Europea di Radiodiffusione (Ebu) a Ginevra, convocata proprio per risolvere le tensioni e confermare il diritto di partecipazione di Israele, la cui esclusione era stata richiesta da alcuni membri. Nonostante gli sforzi diplomatici dell’Ebu, la conferma della presenza israeliana ha scatenato la reazione dei Paesi che ora disertano la competizione. La possibilità di ulteriori defezioni non è esclusa: Islanda, Paesi Bassi, Finlandia e Svezia hanno dichiarato di valutare il boicottaggio, aprendo la strada a un potenziale effetto a catena.

In parallelo alla conferma dei partecipanti, l’Ebu ha annunciato nuove regole di voto per la prossima edizione. Tra le principali modifiche, il numero massimo di voti per ciascun metodo di pagamento – online, sms e telefonate – sarà ridotto da 20 a 10, con l’obiettivo di rendere il sistema più equo e bilanciato.

Dal canto suo, Israele ha accolto con soddisfazione la decisione dell’Ebu. Il presidente Isaac Herzog ha sottolineato che il suo Paese “merita di essere rappresentato su ogni palcoscenico del mondo” e ha ringraziato i sostenitori del diritto di Israele a partecipare. “Sono lieto che Israele prenda parte ancora una volta all’Eurovision Song Contest e spero che la competizione continui a promuovere cultura, musica, amicizia tra le nazioni e comprensione transfrontaliera”, ha scritto Herzog su X. Secondo il presidente, la conferma della partecipazione dimostra “solidarietà, fratellanza e cooperazione e rafforza lo spirito di affinità tra le nazioni attraverso la cultura e la musica”.

La vicenda segna un momento delicato per il contest internazionale, che non si limita più a essere una vetrina musicale, ma riflette tensioni geopolitiche e posizioni etiche di diversi Paesi europei. L’Eurovision 2026 si prepara dunque a svolgersi in un clima segnato non solo dalla competizione artistica, ma anche dalle divisioni diplomatiche, rendendo l’edizione di Vienna uno degli appuntamenti più controversi degli ultimi anni.

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