La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, che ogni anno si celebra il 3 dicembre, rappresenta una finestra aperta sul mondo delle persone con disabilità. Un’occasione per riflettere sui progressi raggiunti, ma anche per fare il punto sugli enormi ritardi che ancora segnano la vita di milioni di italiani. Quest’anno, però, l’unico sentimento che emerge da chi si batte quotidianamente per i diritti dei disabili è la frustrazione. La promessa di un impegno concreto del Governo, che avrebbe dovuto portare nuovi strumenti e risorse per migliorare la vita dei 3,1 milioni di italiani con disabilità, sembra essere stata ancora una volta delusa.
A denunciarlo è Marina Sereni, responsabile Sanità nella segreteria del Partito Democratico, che in una nota esprime tutta la sua delusione per il Piano di Azione appena approvato dall’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità. Un piano che, secondo la parlamentare, non solo manca di risorse concrete, ma appare privo di qualsiasi visione strategica per affrontare le vere necessità di chi vive quotidianamente la condizione di disabilità.
Propaganda invece di azioni concrete
“La bozza del Piano di Azione approvato recentemente è una grande delusione”, afferma Sereni. Il Piano, purtroppo, non segna una svolta decisiva, ma si limita a ripetere il mantra dell’”invarianza finanziaria”. In sostanza, questo significa che non vengono stanziate nuove risorse per la disabilità. Un segnale chiaro di come il Governo abbia scelto di non affrontare i problemi strutturali del settore, preferendo optare per la via della propaganda. Si tratta di un Piano che rinvia a tavoli tecnici e linee di indirizzo senza però fissare obiettivi concreti, misurabili, e soprattutto senza prevedere sanzioni nei confronti delle amministrazioni pubbliche e delle aziende che non rispettano gli obblighi legati all’accessibilità e alle assunzioni obbligatorie per le persone con disabilità. La mancanza di risorse, ma anche di azioni vincolanti, non fa che perpetuare una situazione di stallo, dove le promesse restano solo parole senza sostanza.
La responsabilità, secondo Sereni, è inaccettabile. Il piano non affronta uno dei nodi più drammatici per le famiglie con persone disabili: la transizione all’età adulta. Al compimento dei diciotto anni, infatti, tanti ragazzi con disabilità si trovano improvvisamente abbandonati dal sistema di supporto, che fino ad allora li aveva accompagnati in un percorso di integrazione e assistenza. Questo vuoto istituzionale è devastante, creando un “precipizio” che, purtroppo, è ben noto alle famiglie che affrontano ogni giorno le difficoltà legate alla disabilità.
Il piano per una vita indipendente
“La disabilità non è un tema che si può affrontare con misure timide o rinvii infiniti”, prosegue Sereni, aggiungendo che il Partito Democratico continuerà a lottare per ottenere risorse nuove e vincolanti, senza le quali non ci sarà né una vera svolta né una strategia per una vita indipendente per le persone con disabilità. Il cambiamento, per l’esponente del PD, passa attraverso un impegno concreto per il miglioramento delle strutture residenziali e semi-residenziali, l’inclusione sociale, la dignità del lavoro e, soprattutto, il superamento delle barriere fisiche e psicologiche che gravano sulle persone disabili e sulle loro famiglie.
Sereni ribadisce che senza risorse aggiuntive e senza impegni vincolanti da parte delle amministrazioni pubbliche e delle imprese, non sarà possibile avviare quel necessario cambiamento che possa garantire una vera inclusione delle persone con disabilità. La battaglia, quindi, continua. Ma intanto, il Piano di Azione che il Governo ha presentato sembra essere, secondo il PD, l’ennesima occasione persa per dare risposte concrete a una delle categorie più vulnerabili del nostro Paese.
Un futuro incerto per milioni di persone
Il contrasto tra il Piano approvato e le reali necessità di chi vive una disabilità non potrebbe essere più netto. Da un lato, il Governo sembra preferire azioni che si limitano a dichiarazioni di intenti, dall’altro c’è una realtà fatta di persone che quotidianamente devono affrontare sfide enormi, non solo legate alla disabilità stessa, ma anche alla mancanza di un sistema che li supporti in modo adeguato. Se il Piano di Azione per la disabilità rappresenta davvero l’impegno del Governo, c’è poco da stare tranquilli. Il rischio, per le persone con disabilità, è che le parole non si traducano mai in azioni e che la promessa di un futuro migliore si trasformi nell’ennesima delusione.
In definitiva, il Governo avrebbe dovuto cogliere questa occasione per fare finalmente un passo avanti, dimostrando con fatti concreti di voler veramente migliorare la vita di milioni di italiani. Purtroppo, sembra che ancora una volta, la strada sia quella della propaganda, senza risorse, senza visione e senza azioni concrete. La battaglia per una vera inclusione sociale e per il diritto alla vita indipendente, quindi, continua.
