6 Ottobre 2026, martedì
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Reggio Calabria, arrestato un 78enne per estorsione aggravata dal metodo mafioso

La lunga scia di minacce e richieste estorsive in un comprensorio dell’area jonica reggina. Un imprenditore denuncia e i Carabinieri intervengono.

Questa notte, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 78 anni, residente a Montebello Jonico. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, segna un nuovo passo nella lotta alle estorsioni e alla criminalità organizzata sul territorio.

L’indagine trae origine dalla denuncia di un imprenditore locale, titolare di un’impresa attiva nel settore edile e nei lavori pubblici, che ha raccontato di essere vittima di pressioni estorsive reiterate sin dal 2015. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’indagato avrebbe imposto all’imprenditore il pagamento di circa 30.000 euro complessivi nel corso degli anni, oltre a pretendere il 6% del valore di ogni appalto aggiudicato nei cantieri di Melito Porto Salvo. La pressione economica costante e le minacce frequenti avrebbero spinto la vittima a vivere una situazione di crescente disperazione.

Le indagini hanno fatto emergere anche diversi tentativi di estorsione, quantificati in circa 114.000 euro, legati ai lavori pubblici ottenuti dall’imprenditore. Le minacce non si sarebbero limitate al denaro: l’indagato avrebbe prospettato gravi ritorsioni, tra cui danneggiamenti e incendi, ostentando la propria influenza nell’ambiente della ‘ndrangheta e vantandosi di una lunga carriera criminale. Le intimidazioni, secondo gli investigatori, sono state esercitate con modalità tipicamente mafiose, attraverso imboscate nei cantieri, pressioni sugli operai e continue minacce dirette alla vittima.

Il quadro probatorio delineato dagli investigatori ha convinto il G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare, accogliendo integralmente l’ipotesi accusatoria della Procura.

Il successo dell’operazione è stato reso possibile anche grazie al coraggio della vittima, il cui contributo collaborativo ha fornito agli inquirenti elementi determinanti per contrastare il fenomeno estorsivo. Dopo le operazioni di rito, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Arghillà, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il procedimento è attualmente in corso nella fase delle indagini preliminari. Sarà compito del processo verificare la piena responsabilità dell’indagato, mentre l’azione dei Carabinieri conferma la determinazione delle forze dell’ordine nel contrasto a ogni forma di estorsione e intimidazione mafiosa.

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