Altro che manovra “senza tagli”. Per Antonio Misiani, responsabile Economia del Partito Democratico, le parole di Giorgia Meloni pronunciate all’Assemblea nazionale dell’Anci non corrispondono alla realtà dei conti pubblici. “La presidente del Consiglio può dire ciò che vuole – attacca Misiani – ma i numeri raccontano un’altra verità: le ultime due leggi di bilancio hanno già sottratto 10 miliardi e 700 milioni di euro agli enti locali, tra spesa corrente e investimenti”.
Una stoccata netta, che riporta la discussione sul terreno concreto delle cifre, dopo il messaggio rassicurante con cui la premier aveva annunciato una manovra priva di nuovi tagli ai Comuni. “Definire questa una ‘manovra senza tagli’ – prosegue Misiani – equivale a giocare al gioco delle tre carte. Il governo di destra ha abbandonato i territori, ignorando i bisogni reali delle persone”.
Secondo l’esponente democratico, le conseguenze di questa politica sono già visibili e destinate ad aggravarsi nei prossimi anni. “Solo nel triennio 2026-2028 – sottolinea – verranno meno 3 miliardi e 400 milioni di euro, costringendo i Comuni, le Province e le Città metropolitane a ridurre i servizi essenziali e a cancellare migliaia di opere pubbliche già programmate”.
Una prospettiva che, secondo Misiani, mette in crisi la capacità stessa delle amministrazioni locali di garantire i diritti dei cittadini. “I sindaci si trovano con bilanci sempre più rigidi, risorse insufficienti e costi in crescita. È un cane che si morde la coda: si chiedono servizi efficienti ma si tagliano i fondi necessari per offrirli. Il risultato è che le comunità locali pagano il prezzo più alto delle scelte del governo”.
Particolarmente critico il giudizio del Pd sulla manovra in discussione, che, a detta di Misiani, non affronta i nodi strutturali del Paese e scarica sui Comuni oneri e responsabilità senza fornire adeguate risorse. “La legge di bilancio di quest’anno – denuncia – continua a ignorare l’emergenza abitativa, lasciando ai Comuni il compito di sostenere le famiglie più fragili che vivono in affitto. E non c’è un euro in più per il trasporto pubblico locale, nonostante l’aumento dei costi e il rinnovo del contratto di lavoro che gli enti dovranno comunque garantire”.
Un’accusa pesante, che si inserisce nel più ampio scontro politico tra governo e opposizione sul futuro delle politiche territoriali e sulla distribuzione delle risorse pubbliche. “Questi sono i fatti, tutto il resto è propaganda – conclude Misiani –. Meloni e il ministro Giorgetti dovrebbero smetterla con le dichiarazioni autocelebrative e iniziare piuttosto a risarcire gli enti locali dei tagli subiti in questi anni. Solo restituendo ai Comuni la capacità di investire e programmare si può davvero parlare di crescita e coesione territoriale”.
Le parole del responsabile economico del Pd risuonano come un avvertimento politico ma anche come un appello istituzionale: senza un cambio di rotta, il rischio è quello di un Paese che si spacca ulteriormente tra territori che avanzano e altri che arretrano, con gli enti locali lasciati soli a fronteggiare bisogni crescenti e risorse sempre più esigue.
