25 Ottobre 2026, domenica
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Olio extravergine, il prezzo crolla: Coldiretti Calabria denuncia speculazioni e chiede controlli immediati

La qualità e la produzione restano alte, ma il valore dell’olio cede terreno. L’associazione accende i riflettori su dinamiche opache che alterano il mercato e invoca verifiche urgenti lungo tutta la filiera.

Un crollo inspiegabile, una filiera sotto pressione. Nel pieno della campagna olearia 2025, molti produttori calabresi hanno bussato alle porte della Coldiretti Calabria per segnalare un’anomalia che rischia di trasformarsi in emergenza: il prezzo dell’olio extravergine d’oliva è precipitato, nonostante un’annata di ottima qualità e una produzione abbondante.

Un paradosso che, secondo l’organizzazione agricola, ha cause tutt’altro che naturali. «Dall’esame dei dati – spiegano da Coldiretti – emergono dinamiche opache che stanno alterando il mercato, con abusi e speculazioni che inquinano il sistema e ne compromettono il corretto funzionamento». Il risultato è una corsa al ribasso dei prezzi, «machiavellicamente pilotata», che rischia di colpire al cuore l’intero comparto olivicolo.

I numeri che non tornano

Dietro i sospetti, ci sono numeri precisi. L’ufficio economico di Coldiretti Calabria ha confrontato i dati delle principali regioni olivicole italiane, e il quadro che emerge è sorprendente.

La Puglia, leader nazionale con circa 350 mila ettari di oliveti, conta 1.580 commercianti di olio.
La Calabria, con 184 mila ettari (poco più di un terzo della superficie pugliese), ne conta invece 7.151.
La Toscana, regione vocata all’export, ne registra 2.523.

Una sproporzione che, secondo Coldiretti, spiega molte cose: «Il prezzo in Calabria – sottolineano – lo fanno gli oltre settemila commercianti, che spesso agiscono senza scrupoli e talvolta praticano operazioni sleali, immettendo sul mercato olio di provenienza incerta a prezzi stracciati».

Un fenomeno che genera una spirale distorsiva: i produttori calabresi, schiacciati tra costi crescenti e offerte al ribasso, finiscono per vendere il proprio olio al di sotto dei costi di produzione.

Anche sul fronte dei frantoi, la situazione solleva interrogativi. In Calabria ce ne sono 1.126, praticamente quanti in Puglia (1.109), ma con funzioni spesso limitate allo stoccaggio, mentre in Toscana se ne contano 613. Molti di questi impianti, sottolinea Coldiretti, hanno beneficiato di fondi pubblici per l’ammodernamento e dispongono di tecnologie avanzate, ma ciò non basta a proteggerli dalle manovre speculative.

Il rischio di un “delitto perfetto”

La metafora che Coldiretti usa è forte: se fosse un film giallo, si parlerebbe di un “delitto perfetto”, con la vittima già nota – il settore olivicolo calabrese – e i sospetti che si muovono nell’ombra del mercato.

«È in atto – denuncia l’associazione – una strategia di ribasso artificiale dei prezzi, costruita a tavolino. Chi la guida, ci guadagna due volte: una sui margini speculativi, l’altra sulla pelle dei produttori onesti».

Le richieste: regole, trasparenza e controlli

Per Coldiretti, il tempo delle attese è finito. «Le frodi non si devono scoprire quando è troppo tardi – ammonisce l’organizzazione – ma prevenire con controlli tempestivi e incisivi».

L’associazione chiede:

  • Verifiche rapide e coordinate negli stabilimenti, per accertare l’origine reale dell’olio stoccato;
  • Rafforzamento della tracciabilità e delle ispezioni lungo tutta la filiera, comprese le Organizzazioni di Produttori;
  • Controlli omogenei e in tempo reale su scala nazionale e regionale;
  • Premialità per l’aggregazione delle imprese olivicole professionali;
  • Promozione di contratti di filiera per tutelare produttori e consumatori.

Solo così, secondo Coldiretti, sarà possibile ristabilire la legalità del mercato e difendere il valore dell’olio extravergine italiano, simbolo di qualità e di identità territoriale.

L’appello ai produttori e ai consumatori

Nel frattempo, l’organizzazione lancia un doppio appello: ai produttori, di non cedere alla tentazione di svendere l’olio e di attendere; ai consumatori, di rivolgersi alla rete di Campagna Amica, dove è garantita la vendita diretta dal produttore al consumatore, con la certezza di un prodotto autentico e tracciabile.

«Il comparto olivicolo calabrese – conclude Coldiretti – non chiede protezioni, ma regole chiare, trasparenti e comuni. Solo così potremo tutelare i produttori onesti e assicurare ai cittadini un vero extravergine 100% italiano, frutto di lavoro, qualità e legalità».

Un’eccellenza a rischio, dunque, ma anche una battaglia di dignità. Difendere l’olio extravergine significa difendere un pezzo dell’Italia migliore: quella che lavora la terra, crede nella qualità e non si piega alle regole dell’inganno.

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