Ancora morte e distruzione sul fronte meridionale della guerra. Due persone sono rimaste uccise e un’altra ferita in un attacco russo con droni kamikaze che ha colpito un parcheggio di camion nella regione di Odessa, nel sud dell’Ucraina. L’ennesimo raid notturno ha seminato il panico tra i residenti e provocato un vasto incendio, visibile a chilometri di distanza.
Secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Ukrinform, che cita una nota del Servizio di Emergenza Statale pubblicata su Facebook, i droni d’attacco russi hanno centrato un’area utilizzata per il trasporto merci, distruggendo numerosi mezzi pesanti e danneggiando alcune strutture vicine. Le squadre di soccorso sono intervenute per domare le fiamme e recuperare le vittime tra le carcasse dei camion in fiamme.
Il bilancio, al momento, parla di due morti e un ferito, ma le autorità non escludono che il numero delle vittime possa aumentare. I corpi sono stati ritrovati tra le lamiere contorte dei Tir colpiti in pieno dalle esplosioni. Le vittime sarebbero lavoratori del settore dei trasporti che si trovavano sul posto al momento dell’attacco.
Odessa, città simbolo del Mar Nero e snodo strategico per il commercio e la logistica dell’Ucraina, è ormai bersaglio costante degli attacchi russi. Negli ultimi mesi, Mosca ha intensificato le incursioni con droni e missili contro le infrastrutture portuali e industriali, in un tentativo di paralizzare le esportazioni di grano e ridurre la capacità economica del Paese.
Le autorità ucraine denunciano una strategia mirata contro obiettivi civili e logistici, volta a piegare la resistenza di Kiev attraverso la distruzione sistematica delle reti di approvvigionamento. L’uso dei droni, in particolare, consente all’esercito russo di colpire con precisione a basso costo e di mantenere costante la pressione sulle città del sud, nonostante le difese aeree ucraine riescano a intercettare una parte dei velivoli nemici.
Le sirene d’allarme sono risuonate per tutta la notte a Odessa e nelle aree circostanti. Molti abitanti, ormai abituati a vivere sotto la minaccia dei bombardamenti, si sono rifugiati nei sotterranei o nei rifugi antiaerei. Le autorità locali hanno invitato la popolazione a mantenere la massima prudenza, mentre i vigili del fuoco continuavano a spegnere i roghi tra i detriti del parcheggio colpito.
“Ogni nuovo attacco dimostra che la Russia continua a colpire infrastrutture civili e lavoratori innocenti”, ha dichiarato il Servizio di Emergenza Statale, promettendo che “le operazioni di soccorso andranno avanti finché non sarà messo in sicurezza tutto il sito”.
Il raid su Odessa rappresenta solo l’ultimo episodio di una lunga serie di bombardamenti che, da settimane, si abbattono sul territorio ucraino. Un conflitto che, giorno dopo giorno, continua a colpire la vita quotidiana dei civili, rendendo sempre più fragile il confine tra fronte militare e città indifese.
