5 Ottobre 2026, lunedì
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Ucraina, l’Unione Europea segue gli Stati Uniti: nuove sanzioni contro Mosca. Trump smentisce l’uso dei missili a lungo raggio da parte di Kiev

Dopo Washington, anche Bruxelles vara un nuovo pacchetto di misure economiche contro la Russia. Il presidente americano definisce “fake news” le voci secondo cui avrebbe autorizzato l’impiego di armi a lungo raggio da parte ucraina e annuncia contatti con Xi Jinping per cercare una via diplomatica alla fine del conflitto.

L’Unione Europea allinea la propria strategia a quella di Washington e approva un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, nel tentativo di intensificare la pressione economica e politica su Mosca a oltre due anni dall’invasione dell’Ucraina. La decisione arriva a poche ore dall’annuncio di nuove misure analoghe da parte degli Stati Uniti, a conferma di un fronte occidentale che, nonostante le difficoltà sul terreno e la complessità del quadro geopolitico, continua a mostrarsi compatto nel sostegno a Kiev.

Le sanzioni, il cui contenuto dettagliato sarà reso noto nelle prossime ore, dovrebbero colpire settori chiave dell’economia russa, tra cui energia, difesa e finanza. A Bruxelles, fonti diplomatiche parlano di “un pacchetto mirato e coordinato” con Washington, volto a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di sostenere lo sforzo bellico e di aggirare le misure già in vigore attraverso Paesi terzi.

Sul versante americano, intanto, Donald Trump è intervenuto con forza per smentire le indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, secondo cui la Casa Bianca avrebbe dato il via libera all’Ucraina per l’uso di missili da crociera a lungo raggio contro obiettivi in territorio russo. “È una fake news”, ha dichiarato il presidente, definendo “assurda” l’idea che Kiev possa aver impiegato armi statunitensi di quel tipo senza un diretto coinvolgimento americano.

Il quotidiano statunitense aveva riferito che, martedì, le forze ucraine avrebbero utilizzato un missile Storm Shadow di fabbricazione britannica per colpire un impianto a Bryansk, nella Russia occidentale, dove si producevano esplosivi e carburante. Trump ha respinto categoricamente questa versione, precisando che gli ucraini “non possono utilizzare i Tomahawk, ci vogliono anni per imparare a farlo. L’unico modo in cui un Tomahawk può essere lanciato è se lo facciamo noi, e non intendiamo farlo”.

Nel corso di una conferenza alla Casa Bianca, il presidente ha affrontato anche il tema dei rapporti con Mosca e Pechino. “Spero che, dopo queste sanzioni, Vladimir Putin diventi più ragionevole”, ha dichiarato, lasciando intendere che la via diplomatica non è del tutto chiusa. Trump ha poi annunciato l’intenzione di parlare con il presidente cinese Xi Jinping “per trovare insieme una soluzione che metta fine alla guerra in Ucraina”, sottolineando come Pechino eserciti “una grande influenza su Putin”. Il capo della Casa Bianca ha inoltre confermato di aver annullato il previsto incontro con il leader russo, un segnale che conferma la distanza tra i due governi in questa fase.

Sul piano economico, il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha rafforzato il messaggio della presidenza con parole durissime: “Aumenteremo ulteriormente le sanzioni alla Russia. Putin non è stato onesto con Trump”. Una dichiarazione che si inserisce nel quadro di una strategia di pressione a tutto campo, combinando leve diplomatiche e misure economiche con l’obiettivo di isolare sempre di più il Cremlino.

Tra smentite, nuove sanzioni e tentativi di apertura diplomatica verso Pechino, la posizione degli Stati Uniti e dell’Unione Europea conferma una linea di fermezza che punta a mantenere alta la pressione su Mosca, ma senza chiudere la porta a un eventuale negoziato. Un equilibrio fragile, che si gioca tra l’urgenza di fermare la guerra e la volontà di non concedere spazi politici o militari alla Russia.

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