6 Ottobre 2026, martedì
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Aosta, il nuovo sindaco è Raffaele Rocco: vittoria al fotofinish con soli 15 voti di scarto

Il candidato sostenuto da autonomisti e Partito Democratico conquista il capoluogo valdostano con il 50,06%: con lui, Valeria Fadda sarà vicesindaca. Battuto il centrodestra di Giovanni Girardini

Aosta – Bastano quindici voti per cambiare la guida di una città, per imprimere una direzione diversa a una comunità, per ridefinire – almeno in parte – il peso degli schieramenti politici in un capoluogo dove i margini, questa volta, sono stati sottilissimi. In uno dei ballottaggi più combattuti degli ultimi anni, Raffaele Rocco, 63 anni, ingegnere, è stato eletto nuovo sindaco di Aosta, sostenuto da una coalizione formata dalle forze autonomiste e dal Partito Democratico. Accanto a lui, nel ruolo di vicesindaca, ci sarà Valeria Fadda, avvocata.

Il risultato finale del secondo turno, che si è svolto domenica, è stato 50,06% contro 49,94%, in numeri assoluti 6.420 voti per Rocco e 6.405 per Giovanni Girardini, imprenditore e candidato del centrodestra, che correva con la leghista Sonia Furci come vicesindaca designata. Una manciata di preferenze – meno di quelle contenute in una sola sezione elettorale – ha deciso l’esito di una contesa che ha tenuto in bilico il verdetto fino all’ultima scheda scrutinata.

Una sfida sul filo

L’elezione di Rocco arriva al termine di una campagna elettorale che ha visto un’ampia mobilitazione da parte delle forze tradizionalmente radicate nel tessuto politico e culturale della Valle d’Aosta. Il fronte progressista-autonomista si è compattato attorno alla figura dell’ingegnere valdostano, già noto nel panorama amministrativo per la sua esperienza nella gestione della macchina pubblica.

Dall’altra parte, il centrodestra ha cercato di giocare la carta della discontinuità, puntando su un profilo imprenditoriale come quello di Girardini, espressione di un’area politica che, in Valle d’Aosta, ha sempre avuto un rapporto alterno con l’elettorato del capoluogo.

La città si è quindi trovata divisa esattamente a metà: il verdetto, al termine dello scrutinio, ha restituito una fotografia quasi perfettamente simmetrica del corpo elettorale. Una spaccatura che, ora, rappresenta la prima vera sfida per la nuova amministrazione: quella di rappresentare tutti, al di là delle appartenenze, in una fase in cui le divisioni politiche sono state così nette da rendere ogni singola preferenza determinante.

Un risultato che pesa anche oltre Aosta

La vittoria di Rocco ha un peso che va oltre il perimetro cittadino. Conferma, infatti, la capacità delle forze autonomiste – pilastro storico dell’identità politica valdostana – di rimanere centrali nel dibattito locale, soprattutto quando riescono a costruire alleanze solide con i partiti nazionali, come in questo caso con il Partito Democratico.

Non a caso, proprio dal centrosinistra sono arrivati i primi commenti entusiasti, che sottolineano come il risultato di Aosta sia un segnale di vitalità politica in un’area dove la concorrenza del centrodestra si è fatta più aggressiva negli ultimi anni.

Al tempo stesso, la sconfitta di Giovanni Girardini, pur di misura, mostra come l’area conservatrice non sia riuscita a capitalizzare pienamente la spinta del primo turno, dove i rapporti di forza avevano lasciato intuire una sfida apertissima. I 15 voti di differenza, in questo contesto, pesano come un macigno, anche simbolico.

Le prime sfide per il sindaco Rocco

Il nuovo sindaco eredita un’amministrazione che dovrà confrontarsi con le sfide tipiche delle realtà di montagna, ma anche con i nodi irrisolti di una città che, pur conservando un’identità forte, si confronta quotidianamente con i problemi comuni a molti capoluoghi italiani di medie dimensioni: spopolamento giovanile, accessibilità ai servizi, gestione del turismo, transizione ecologica, sviluppo economico sostenibile.

In questo senso, Rocco si è presentato come un amministratore pragmatico, capace di coniugare tecnica ed esperienza, forte di un curriculum che ne testimonia la conoscenza della macchina pubblica. Il compito ora sarà non solo quello di guidare la giunta, ma anche di ricostruire un tessuto politico coeso, capace di superare la spaccatura del voto e rilanciare la visione strategica per Aosta.

Anche la scelta della vicesindaca, Valeria Fadda, punta a rafforzare questo equilibrio: professionista apprezzata e già attiva nei circuiti civici, il suo profilo viene letto come un tentativo di mantenere alta la rappresentanza delle istanze sociali e giovanili.

Girardini non molla: “Riflettiamo su ogni voto”

Dal fronte sconfitto, Giovanni Girardini ha accettato il risultato senza alimentare polemiche, ma ha lasciato intendere che ci sarà un’attenta valutazione delle modalità del voto. “Ogni preferenza ha un valore – ha dichiarato – e quando il distacco è così ridotto è doveroso analizzare tutto con il massimo scrupolo. Ringrazio chi ci ha sostenuto: continueremo a fare opposizione costruttiva”.

Il centrodestra potrebbe ora concentrarsi sul rafforzamento della sua presenza nei consessi cittadini, consolidando una base elettorale che, seppur sconfitta, ha dimostrato compattezza e capacità di mobilitazione.

La lezione del voto

L’elezione di Raffaele Rocco a sindaco di Aosta ricorda quanto ogni singolo voto conti, soprattutto in una fase storica in cui l’astensionismo spesso pesa più delle preferenze espresse. Ma il messaggio più forte che arriva dal capoluogo valdostano è forse un altro: la politica locale è ancora viva, determinata da dinamiche complesse, legami territoriali profondi, alleanze trasversali e capacità di parlare alla concretezza della vita quotidiana.

Per Rocco e Fadda, da oggi inizia una nuova stagione. Costruita sul filo di lana, dovrà poggiare su fondamenta solide. Perché quindici voti possono bastare per vincere. Ma per governare, ce ne vuole molti di più: quelli della fiducia, della coesione e, soprattutto, della visione.

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