26 Ottobre 2026, lunedì
HomeItaliaCronacaAddio a Paolo Sottocorona, signore del meteo e voce garbata della televisione...

Addio a Paolo Sottocorona, signore del meteo e voce garbata della televisione italiana

Si è spento a 77 anni il volto storico della meteorologia su La7. Un professionista rigoroso, capace di raccontare il tempo con misura, chiarezza e umanità, in un'epoca segnata da allarmi e iperboli climatiche.

È morto all’età di 77 anni Paolo Sottocorona, meteorologo e volto tra i più riconoscibili della televisione italiana, simbolo indiscusso della rubrica meteo di La7. A darne notizia è stata la stessa emittente, con parole che ne racchiudono l’eredità professionale e umana: «Apprezzato soprattutto per le sue analisi equilibrate e il garbo con il quale era capace di entrare nella quotidianità degli spettatori», ha scritto La7 in un comunicato. E ancora: «In un’epoca di allarmismo legato al clima, Sottocorona aveva la capacità di spiegare i fenomeni meteorologici in modo chiaro, rigoroso e con toni mai eccessivi».

Uno stile sobrio, quello di Sottocorona, che si distingueva per pacatezza, precisione e competenza: caratteristiche sempre più rare in un panorama mediatico spesso incline all’enfasi. A lui si devono anni di divulgazione meteorologica condotta con rispetto per i dati e per il pubblico, senza mai cedere al sensazionalismo.

Dall’Aeronautica alla televisione, una carriera fondata sulla competenza

Nato a Firenze il 17 dicembre 1947, Paolo Sottocorona si era formato con un percorso classico: studi umanistici prima, poi quattro anni alla facoltà di Ingegneria. Ma è nel 1972 che inizia la sua carriera meteorologica vera e propria, quando entra come ufficiale nel Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare. È l’inizio di un cammino lungo e articolato, che lo porta a lavorare prima presso l’Ufficio Meteorologico dell’aeroporto militare di Guidonia fino al 1986, poi al Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica, sempre sotto l’egida delle Forze Armate. Qui approfondisce il metodo scientifico, il rigore dell’osservazione, la comprensione profonda dei fenomeni atmosferici.

Con il grado di capitano, lascia infine l’uniforme per abbracciare la divulgazione rivolta al grande pubblico, passando alla televisione. Inizia in Rai, poi approda a Telemontecarlo, quindi a La7, dove diventa presto un punto di riferimento, non solo per i telespettatori, ma anche per la stessa redazione. Per oltre due decenni, il suo volto e la sua voce sono stati presenza costante nel palinsesto dell’emittente: un appuntamento quotidiano per milioni di italiani, che in lui trovavano un punto fermo, un interprete affidabile del tempo che sarebbe stato.

Una voce controcorrente nel rumore mediatico sul clima

In un tempo segnato da emergenze ambientali, cambiamenti climatici sempre più evidenti e una crescente enfasi mediatica sul meteo estremo, Paolo Sottocorona ha rappresentato una voce controcorrente. Non per negare l’evidenza, ma per raccontarla senza distorsioni, con la sobrietà che compete alla scienza. Nessun allarme gratuito, nessuna drammatizzazione: il suo obiettivo era spiegare, informare, aiutare il pubblico a comprendere i fenomeni naturali nella loro complessità.

Il suo stile era asciutto, quasi dimesso, ma mai banale. Era la misura la sua cifra distintiva, accompagnata da una preparazione tecnica solida e da una capacità di comunicazione costruita nel tempo, sulla base dell’esperienza e del rispetto per chi ascolta. Chi lo ha seguito in televisione ricorda i suoi interventi asciutti, le mappe commentate con voce ferma e gentile, le previsioni accompagnate sempre da una contestualizzazione attenta, senza mai cedere a facili catastrofismi.

Un’eredità fatta di sobrietà, precisione e rispetto

La perdita di Paolo Sottocorona non colpisce solo La7 o il pubblico televisivo: è un lutto che tocca tutto il mondo della comunicazione scientifica e meteorologica italiana. Con lui se ne va un esempio raro di competenza applicata con discrezione, una figura capace di coniugare l’autorevolezza della scienza con l’empatia del comunicatore.

Nel corso della sua carriera, non ha mai cercato il protagonismo né il riflettore: è rimasto, fino alla fine, un professionista schivo, ma profondamente rispettato, capace di costruire fiducia attraverso il lavoro quotidiano. In un’epoca in cui la parola “esperto” è spesso abusata, Sottocorona ne è stato un esempio autentico.

Il ricordo di una generazione di telespettatori

Non sono solo i colleghi a piangerlo. Il pubblico – trasversale, fedele, silenzioso – che lo seguiva ogni giorno, spesso anche solo per sentire “che tempo farà”, perde una figura familiare. Un volto e una voce che hanno accompagnato l’inizio di tante giornate, entrando nelle case con discrezione, senza mai invadere. Un rapporto quasi confidenziale, costruito sul tono pacato, sul rigore dell’informazione, sull’assenza di fronzoli.

Nel racconto del tempo atmosferico, Paolo Sottocorona ha saputo mantenere un senso profondo del tempo umano, quello delle abitudini, delle stagioni, delle giornate comuni. Non ha mai fatto spettacolo della scienza, ma ha trasformato la scienza in servizio, rendendola accessibile senza banalizzarla.

Un addio che lascia un vuoto, ma anche un esempio

La televisione perde un volto storico, ma il giornalismo e la divulgazione scientifica italiana perdono molto di più: un modello professionale, una voce autorevole, un interprete rigoroso della realtà meteorologica. In tempi in cui l’urgenza di una corretta informazione sul clima è sempre più centrale, la lezione di Paolo Sottocorona rimane preziosa. Un invito alla chiarezza, alla misura, alla responsabilità del comunicare.

Per chi lo ha seguito, per chi ha lavorato con lui, per chi semplicemente ne ha apprezzato la presenza quotidiana e la competenza rassicurante, resta il ricordo di un uomo che, con passione e rigore, ha saputo raccontare il cielo. E forse, anche per questo, lascia ora un po’ più di sereno nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti