AGGIORNAMENTO
Sardegna crocevia del narcotraffico internazionale. Il più vasto blitz antidroga degli ultimi anni, denominato “Operazione Termine”, è scattato nelle prime ore del mattino in dieci province italiane, coinvolgendo oltre quattrocento militari dell’Arma dei Carabinieri. A coordinare le indagini, la Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, che ha emesso 71 misure cautelari su richiesta della Procura, al termine di un’inchiesta durata oltre due anni.
Il fulcro dell’operazione si trova nel Sulcis, ma le ramificazioni si estendono ben oltre i confini dell’isola: le province coinvolte sono Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari, Roma, Pisa, Biella, Vicenza e Macerata. Un intervento su scala nazionale che ha visto scendere in campo numerose componenti specialistiche dell’Arma, tra cui lo Squadrone Eliportato “Cacciatori Sardegna”, i Nuclei Cinofili e l’11° Nucleo Elicotteri di Cagliari.
Il bilancio del blitz è imponente: 50 persone arrestate e tradotte in carcere, 9 ai domiciliari, 2 sottoposte all’obbligo di dimora e una al divieto di dimora. Parallelamente, sono state eseguite perquisizioni domiciliari e locali mirate al rinvenimento di armi, droga e beni illeciti. Nove ulteriori soggetti sono stati convocati per interrogatori preliminari, secondo quanto previsto dalla riforma Nordio.
Le indagini: due organizzazioni criminali e i legami con l’Albania
L’attività investigativa, avviata nel gennaio 2022 e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Carbonia, ha fatto emergere gravi indizi sull’esistenza di due distinte organizzazioni criminali operanti in Sardegna ma con solide connessioni con la criminalità albanese attiva in Toscana e Veneto.
Secondo gli elementi raccolti, la prima struttura aveva una chiara organizzazione verticistica e si occupava dell’approvvigionamento di cocaina ed eroina sul territorio nazionale, con lo scopo di alimentare il mercato sardo. La seconda, definita “strumentale” dagli inquirenti, sarebbe stata costituita da autotrasportatori professionisti con il compito di trasportare lo stupefacente all’interno di camion dotati di doppi fondi e sistemi di occultamento meccanici sofisticati. A loro sarebbe spettato anche il compito di effettuare i pagamenti in contanti ai fornitori stranieri, fungendo da snodo logistico e finanziario per il traffico illecito.
I carichi, secondo quanto ricostruito, venivano movimentati lungo l’asse Sardegna-Italia continentale con estensioni anche verso l’estero. Gli investigatori hanno documentato modalità operative estremamente raffinate e misure di sicurezza elevate per evitare intercettazioni e sequestri.
I numeri dell’operazione: droga, contanti e armi da guerra
Nel corso delle indagini, protrattesi fino a maggio 2024, erano già stati arrestati in flagranza nove soggetti e sequestrati ben 88 chilogrammi di cocaina, 7 chilogrammi di eroina e 370.900 euro in contanti, denaro che avrebbe alimentato ulteriormente l’attività illecita.
Particolarmente rilevante anche il sequestro di un vero e proprio arsenale, che includeva armi da fuoco e armamenti pesanti. Tra i pezzi rinvenuti spiccano un lanciagranate modello PanzerFaust, una granata RPG di fabbricazione militare e una pistola mitragliatrice Uzi, tutte armi idonee a essere impiegate in azioni eclatanti come l’assalto a furgoni portavalori.
Gli inquirenti sottolineano come il possesso di tali armamenti non sia da considerarsi marginale, ma parte di una strategia ben precisa della criminalità organizzata per rafforzare il proprio potenziale offensivo in caso di operazioni violente o di scontri con le forze dell’ordine.
Sequestro di persona e nuove piste investigative
Un ulteriore elemento emerso dall’inchiesta riguarda il sequestro di persona avvenuto il 3 aprile 2023 a Sant’Anna Arresi, nel sud della Sardegna. Le indagini hanno portato all’individuazione dei presunti responsabili, suggerendo un intreccio tra narcotraffico e altri reati violenti, a conferma della pericolosità del sodalizio criminale oggetto dell’operazione.
Una risposta concreta dello Stato: colpito il cuore di una rete criminale transregionale
Il successo dell’operazione “Termine” rappresenta un duro colpo inferto a una rete criminale complessa e capillare, con base in Sardegna ma diramazioni in almeno quattro regioni italiane e contatti consolidati con organizzazioni albanesi. La strategia investigativa della DDA di Cagliari e l’azione tempestiva e coordinata dell’Arma dei Carabinieri hanno consentito di disarticolare non solo il traffico di stupefacenti, ma anche l’apparato logistico, finanziario e militare dell’organizzazione.
Le forze dell’ordine ribadiscono che le indagini sono ancora in corso e che la posizione di ciascun indagato sarà valutata nelle sedi opportune, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Nel frattempo, la vasta operazione di oggi si iscrive in un percorso di lotta sistemica alla criminalità organizzata che punta a restituire sicurezza e legalità ai territori. Un segnale forte, che conferma la presenza vigile dello Stato anche nei contesti più difficili e l’impegno quotidiano di chi opera, spesso nell’ombra, per contrastare le forme più pericolose e articolate della criminalità contemporanea.
