7 Ottobre 2026, mercoledì
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Tragedia sulla Fondovalle dell’Agri: quattro morti e sei feriti in uno scontro tra un’auto sovraccarica e un camion

Il drammatico incidente nel territorio di Scanzano Jonico (Matera): a bordo dell’auto, una Renault Scenic omologata per sette posti, viaggiavano in dieci. Due feriti sono in gravi condizioni. Le vittime sono tutte di nazionalità pakistana.

Scanzano Jonico – È un bilancio gravissimo quello dell’incidente stradale avvenuto nel primo pomeriggio di ieri lungo la Fondovalle dell’Agri, all’altezza del chilometro 121, in territorio di Scanzano Jonico, in provincia di Matera: quattro uomini sono morti sul colpo e altre sei persone sono rimaste ferite, due delle quali in condizioni critiche.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle autorità competenti, le vittime e i feriti viaggiavano a bordo di una Renault Scenic, un’automobile omologata per un massimo di sette passeggeri. Al momento dell’impatto, all’interno del veicolo si trovavano in dieci. Tutti uomini, tutti di nazionalità pakistana.

L’auto, sovraccarica oltre i limiti previsti dalla legge e dalle condizioni meccaniche del mezzo, si è scontrata frontalmente con un camion. Le cause dell’impatto restano in fase di accertamento, ma la dinamica lascia pochi dubbi sulla violenza dell’urto: i quattro passeggeri deceduti sarebbero morti all’istante, mentre per gli altri sei si è reso necessario il trasporto d’urgenza negli ospedali della zona, attraverso l’intervento coordinato dei mezzi del 118.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e diverse ambulanze. La strada statale è stata chiusa in entrambe le direzioni per consentire i soccorsi e i rilievi tecnici necessari all’accertamento delle responsabilità. L’Anas ha comunicato la temporanea interruzione della viabilità, segnalando percorsi alternativi per gli automobilisti in transito nell’area.

Il sinistro si è verificato intorno alle ore 14.20. Ancora poco chiare le circostanze che hanno portato allo scontro tra i due veicoli, anche se si sta lavorando per comprendere se l’eccessivo numero di passeggeri nell’auto abbia inciso sulla tenuta di strada del mezzo o sulla capacità di manovra del conducente. Non si esclude inoltre che la stanchezza, o la distrazione, possano aver avuto un ruolo determinante.

La presenza di dieci persone su un’auto pensata per sette evidenzia inoltre un problema più ampio, che riguarda le condizioni di viaggio e di sicurezza di molti lavoratori stranieri, spesso impiegati nei campi dell’area metapontina. Una dinamica non nuova, purtroppo, e che da tempo alimenta il dibattito sulla mobilità dei braccianti e sull’effettiva tutela dei loro diritti, anche in termini di trasporto e condizioni di lavoro.

I carabinieri, che coordinano le indagini, stanno cercando di ricostruire con esattezza l’identità delle vittime e dei feriti, nonché le motivazioni del viaggio, ipotizzando che si trattasse di lavoratori agricoli diretti o di ritorno da una giornata nei campi. Si attendono conferme ufficiali nelle prossime ore.

Nel frattempo, la comunità locale è scossa per l’accaduto. Scanzano Jonico e i centri limitrofi, spesso punto di arrivo per centinaia di lavoratori stagionali, si trovano di nuovo a fare i conti con una tragedia che mette in evidenza i nodi irrisolti dell’accoglienza e dell’integrazione, ma soprattutto della sicurezza.

I nomi delle vittime non sono ancora stati resi noti. I feriti sono stati ricoverati in vari ospedali della provincia, e almeno due di loro – secondo quanto filtrato da fonti sanitarie – sarebbero in pericolo di vita.

Le autorità invitano chiunque abbia assistito all’incidente o abbia informazioni utili a contattare le forze dell’ordine per contribuire alla ricostruzione dei fatti.

Mentre si indaga per comprendere se il mezzo su cui viaggiavano le dieci persone fosse in regola e se il conducente fosse in possesso della patente idonea, resta il dolore per un ennesimo dramma della strada, consumatosi in pochi istanti ma figlio, forse, di una lunga catena di trascuratezze e di condizioni di vita al limite.

L’ennesima strage silenziosa su una strada italiana che si conferma, ancora una volta, non solo teatro di incidentalità, ma specchio delle tante fragilità sociali che attraversano il nostro Paese.

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