Il vertice dell’Unione Europea in corso a Copenaghen si apre sotto il segno della sicurezza e delle minacce ibride, con il dossier Ucraina al centro delle discussioni. Nel tradizionale doorstep che precede i lavori, la premier danese Mette Frederiksen ha annunciato con chiarezza: “Abbiamo mandato per abbattere i droni. È una situazione che è capitata a noi e può capitare anche ad altri. Dobbiamo guardare alla guerra ibrida da una prospettiva europea e non nazionale”.
Le dichiarazioni della premier danese riflettono la crescente preoccupazione dei Paesi Ue di fronte a forme di attacco non convenzionali, come incursioni aeree con droni, sabotaggi e altre azioni che sfidano le tradizionali definizioni di conflitto. La questione, ha sottolineato Frederiksen, non riguarda solo singoli Stati, ma l’intera comunità europea, chiamata a coordinare risposte efficaci e condivise.
Sul fronte ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha lanciato un nuovo allarme sulla sicurezza energetica: la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, è in emergenza da sette giorni e funziona esclusivamente tramite generatori, dopo essere stata scollegata dalla rete elettrica a seguito dei bombardamenti russi. La situazione, secondo Zelensky, evidenzia il rischio immediato per la sicurezza nucleare e la vulnerabilità critica dell’infrastruttura in un contesto di guerra prolungata.
Parallelamente, arrivano notizie anche dall’Europa centrale: un cittadino ucraino sospettato di essere coinvolto nelle esplosioni sottomarine che hanno danneggiato i gasdotti Nord Stream nel 2022 è stato arrestato in Polonia. L’informazione è stata confermata da un portavoce dell’ufficio del procuratore distrettuale di Varsavia, che ha sottolineato la rilevanza internazionale dell’indagine. Le esplosioni avevano provocato gravi danni alle infrastrutture energetiche che collegano Russia e Germania, suscitando allarme per la sicurezza delle forniture di gas in Europa.
Il vertice di Copenaghen rappresenta dunque un momento cruciale per l’Unione Europea, chiamata a rafforzare la cooperazione in materia di difesa, sicurezza energetica e resilienza contro minacce ibride che superano i confini nazionali. Le dichiarazioni di Frederiksen e gli aggiornamenti da Kiev e Varsavia indicano come la politica europea stia evolvendo verso una strategia più integrata e reattiva, dove la protezione delle infrastrutture critiche e la preparazione a scenari di conflitto asimmetrico diventano priorità condivise.
