Hamas si dice pronta a “valutare positivamente” la proposta di pace elaborata dall’amministrazione americana, pur denunciandone i forti squilibri a favore di Israele. A rivelarlo è il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat, che cita fonti interne al movimento islamista. Secondo queste indiscrezioni, la risposta ufficiale di Hamas dovrebbe arrivare entro 48 ore, anche se non vengono specificati né i contenuti del possibile pronunciamento né le condizioni che il gruppo palestinese intende porre sul tavolo.
Il piano, articolato in venti punti, porta la firma di Donald Trump ed è stato rilanciato con l’intento di imprimere una svolta al conflitto. Le reazioni all’interno del mondo arabo restano caute: da un lato l’apertura di Hamas a discuterne, dall’altro la consapevolezza che la proposta, nella sua attuale formulazione, “crea un’ingiustizia e favorisce una parte”, come sottolineano le stesse fonti.
Nel frattempo, la situazione sul terreno a Gaza continua a precipitare. Israele ha annunciato la chiusura della strada costiera Rashid in direzione nord, consentendo solo i movimenti verso sud, che proseguiranno senza controlli militari. La decisione arriva mentre l’esercito moltiplica gli avvisi di evacuazione dalla città di Gaza, ormai teatro di combattimenti sempre più intensi. Le stime israeliane parlano di oltre 800mila civili già fuggiti dall’area, spostamenti che stanno ridisegnando la geografia umana della Striscia.
Parallelamente, i raid israeliani non si fermano. Fonti ospedaliere locali, riportate da Al Jazeera, confermano che dall’alba almeno 17 persone hanno perso la vita in diversi attacchi. Un bilancio che si aggiunge a quello già pesantissimo delle ultime settimane, mentre la popolazione civile si ritrova stretta tra bombardamenti e ordini di evacuazione.
L’attesa ora si concentra sulla risposta di Hamas al piano americano. Se da un lato la disponibilità a esaminare la proposta appare come un segnale di apertura, dall’altro il linguaggio critico e la denuncia di squilibri lasciano intuire una trattativa complessa e dall’esito tutt’altro che scontato. Gli Stati Uniti sperano in una breccia diplomatica, ma la realtà sul terreno continua a raccontare un conflitto che, al momento, sembra lontano da qualsiasi tregua stabile.
