6 Ottobre 2026, martedì
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Delitto in Albania: identificato il presunto assassino dell’imprenditore italiano Edoardo Sarchi

Il sospettato è Kamber Sulçaj, 48 anni, di Valona. È accusato di omicidio, detenzione illegale di armi e traffico di droga. Era in fuga già poche ore dopo la sparatoria. La polizia lo cerca nelle zone montane del Sud Albania.

Trovato il nome, non ancora l’uomo. Le autorità albanesi hanno identificato il presunto responsabile dell’omicidio di Edoardo Sarchi, l’imprenditore italiano ucciso nella notte tra venerdì e sabato scorso a circa duecento chilometri a sud di Tirana. Si tratta di Kamber Sulçaj, 48 anni, originario della città costiera di Valona, già noto alle forze dell’ordine locali. L’uomo, secondo quanto emerso finora dalle indagini, sarebbe l’autore materiale del delitto avvenuto nella zona rurale di Salaria, teatro dell’ultima, fatale lite.

Sulçaj è attualmente ricercato: le autorità hanno diramato un ordine di cattura e le ricerche sono state estese alle aree montane del sud dell’Albania, dove si ipotizza possa essersi rifugiato. A sostegno di questa ipotesi, il ritrovamento – in un’area isolata – dell’automobile del 48enne. All’interno del veicolo e nei dintorni sono stati rinvenuti elementi di rilevanza investigativa: gli abiti che, secondo i testimoni, Sulçaj avrebbe indossato la notte dell’omicidio, oltre a un binocolo a raggi infrarossi e un cannocchiale termico, strumenti che lasciano immaginare un contesto operativo legato alla caccia notturna.

Una lite durante una battuta di caccia alla base del delitto

La ricostruzione dei fatti, ancora parziale ma supportata da testimonianze raccolte sul posto, parla di una discussione scoppiata durante una battuta di caccia. Edoardo Sarchi si trovava nella zona con alcuni conoscenti quando il diverbio sarebbe degenerato fino a culminare nei colpi di arma da fuoco che ne hanno provocato la morte. La dinamica dell’aggressione è ancora sotto esame, ma l’ipotesi di un movente personale legato a tensioni pregresse all’interno del gruppo di partecipanti sembra trovare conferme nei primi accertamenti investigativi.

Le accuse: omicidio, armi illegali e droga

A carico di Sulçaj sono state formalizzate tre gravi imputazioni: omicidio volontario, detenzione illegale di armi da fuoco e traffico di sostanze stupefacenti. Accuse che si sono rafforzate a seguito delle perquisizioni condotte dalla polizia albanese nella sua abitazione e in quelle di alcuni familiari, situate nel villaggio di Mesaplik, non lontano da Valona. In quelle operazioni, gli agenti hanno sequestrato circa 25 mila euro in contanti, tre fucili da caccia – due dei quali risultati irregolari – e un quantitativo non specificato di semi di cannabis. Elementi che suggeriscono un profilo criminale articolato e una possibile rete di attività illecite oltre all’episodio omicidiario.

Chi era Edoardo Sarchi

Edoardo Sarchi, 52 anni, originario della provincia di Varese, era una figura ben conosciuta nella comunità imprenditoriale locale. Amministratore di una fabbrica di mattoni operante in Albania, viveva stabilmente nel Paese da diversi anni. Si era integrato pienamente nella realtà albanese, anche sul piano personale: sposato con una cittadina locale, aveva due figli e una fitta rete di relazioni nel tessuto economico e sociale di Tirana e delle regioni circostanti.

Il suo impegno imprenditoriale era considerato un esempio riuscito di investimento italiano all’estero, in un’area in cui molte piccole e medie imprese del Nord Italia hanno avviato attività negli ultimi due decenni, attratte da un contesto fiscale e normativo favorevole. La notizia della sua morte ha colpito duramente non solo la comunità italiana in Albania, ma anche i conoscenti in Lombardia, dove Sarchi tornava regolarmente per motivi familiari.

I funerali a Tirana

I funerali di Edoardo Sarchi si sono svolti ieri a Tirana, in forma privata, alla presenza dei familiari, di amici e colleghi. La cerimonia si è tenuta in un clima di dolore composto, ma anche di sgomento per una tragedia improvvisa e ancora in cerca di una spiegazione definitiva. Presenti anche rappresentanti della comunità italiana residente nella capitale albanese, che hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia.

Indagini in corso e cooperazione internazionale

La polizia albanese, in coordinamento con le autorità giudiziarie, ha intensificato la caccia all’uomo, con perlustrazioni a tappeto nelle aree montane dove Sulçaj potrebbe aver trovato rifugio. Non è escluso che l’uomo stia cercando di lasciare il Paese, anche se al momento non risultano passaggi di frontiera a suo nome.

Nel frattempo, la Farnesina segue da vicino l’evolversi della vicenda, in contatto con l’ambasciata italiana a Tirana, che ha offerto assistenza ai familiari della vittima e mantiene aperti i canali con le autorità locali. Data la gravità dei reati contestati e il coinvolgimento di un cittadino italiano, non si esclude che possa essere formalizzata una richiesta di cooperazione giudiziaria tra Italia e Albania, qualora emergano ulteriori elementi con profili di rilevanza penale internazionale.

Un omicidio che solleva interrogativi

Il caso di Edoardo Sarchi non è solo una tragica vicenda di cronaca nera, ma solleva anche interrogativi più ampi sulla sicurezza e sulla giustizia nei contesti in cui operano numerosi imprenditori italiani all’estero. La zona in cui è avvenuto l’omicidio, caratterizzata da ampie aree rurali e bassa presenza istituzionale, è nota per la sua fragilità sul piano del controllo del territorio. La presenza di armi illegali, la coltivazione di cannabis e le reti informali di potere rappresentano una sfida continua per le autorità, nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni per rafforzare il quadro normativo e repressivo.

In attesa che la giustizia faccia il suo corso e che Kamber Sulçaj venga rintracciato e processato, la morte di Edoardo Sarchi resta una ferita aperta. Un imprenditore partito dall’Italia con l’idea di costruire un futuro in un Paese in trasformazione, ucciso in circostanze che ancora oggi non trovano piena spiegazione. Ma su cui le autorità promettono di fare piena luce.

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