6 Ottobre 2026, martedì
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Colpo all’Istituto Tumori di Napoli: rubati farmaci oncologici per 800mila euro

Furto mirato al Pascale: sottratti medicinali ad alto costo, tra cui anticorpi monoclonali e farmaci sperimentali. Indagini in corso, sotto esame i filmati delle telecamere di sorveglianza.

Un furto tanto grave quanto inquietante ha colpito il cuore della sanità pubblica campana. Nella giornata di giovedì, ignoti si sono introdotti all’interno dell’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione G. Pascale” di Napoli, uno dei più importanti centri oncologici d’Italia, sottraendo farmaci oncologici per un valore complessivo stimato in circa 800mila euro.

Secondo quanto emerso, i ladri hanno agito con precisione e conoscenza dell’ambiente, riuscendo a portare via soprattutto medicinali ad altissimo valore terapeutico ed economico: si tratta in particolare di anticorpi monoclonali e farmaci sperimentali, destinati a pazienti in trattamento o in attesa di cure innovative nell’ambito delle terapie contro il cancro. Una refurtiva, dunque, non solo estremamente costosa, ma soprattutto cruciale per la continuità clinica di percorsi terapeutici delicatissimi.

Il furto è stato scoperto nelle prime ore di giovedì, quando il personale dell’istituto ha rilevato l’ammanco durante le normali operazioni di controllo e distribuzione interna. Le modalità dell’incursione sono ancora oggetto di accertamento, ma secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di un’azione pianificata nei minimi dettagli, con l’obiettivo specifico di colpire il deposito farmaceutico in cui erano conservati i medicinali più costosi e sensibili. Non si esclude che i responsabili avessero informazioni precise su orari, accessi e dislocazione interna delle scorte.

Immediata la denuncia alle forze dell’ordine. Le indagini, coordinate dalla procura di Napoli, sono state affidate alla squadra mobile e si concentrano in queste ore sull’analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dell’Istituto. Al vaglio anche eventuali movimenti sospetti nei giorni precedenti al furto e possibili collegamenti con furti analoghi avvenuti in altri ospedali italiani negli ultimi anni.

Quello di Napoli non è infatti un caso isolato. Negli ultimi tempi, diversi ospedali del Paese sono stati colpiti da furti simili, sempre con obiettivo farmaci oncologici e immunoterapici, spesso destinati al mercato nero nazionale o, più frequentemente, a quello estero, dove i medicinali rubati possono essere rivenduti a cifre anche superiori al valore di mercato, alimentando un circuito illecito che mette a rischio la salute pubblica e compromette la regolarità delle cure per i pazienti legittimamente in lista.

La direzione dell’Istituto Pascale ha espresso “profondo sconcerto” per l’accaduto, sottolineando come il furto rappresenti non solo un danno economico significativo per la struttura, ma soprattutto un attacco diretto ai pazienti e alla missione stessa della sanità pubblica. L’Istituto ha già avviato le procedure per il reintegro urgente dei farmaci sottratti, in modo da limitare quanto più possibile i disagi alle persone in trattamento.

Il direttore generale, Attilio Bianchi, ha dichiarato che “il furto è un atto vile che colpisce i malati più fragili, ma non fermerà il lavoro quotidiano di medici, infermieri e ricercatori che ogni giorno combattono contro il cancro”. Ha inoltre ribadito la piena collaborazione con le autorità inquirenti e la volontà di rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza interne, già elevate per una struttura di eccellenza come il Pascale.

Il furto di Napoli solleva ancora una volta interrogativi cruciali sulla vulnerabilità degli ospedali rispetto a fenomeni criminali sempre più organizzati e specializzati, e sulla necessità di implementare sistemi di sicurezza integrati, capaci di prevenire e contrastare efficacemente questo tipo di reati. Le indagini proseguono senza sosta, ma intanto resta l’amarezza per un episodio che colpisce simbolicamente e materialmente uno dei fronti più sensibili della sanità italiana: la lotta contro il cancro.

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