6 Ottobre 2026, martedì
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Appendino: “Con la CGIL in piazza per Gaza. Il governo è corresponsabile del genocidio di Netanyahu”

La vicepresidente del Movimento 5 Stelle annuncia l’adesione alla mobilitazione nazionale: “Siamo al fianco del popolo palestinese, l’Italia non può voltarsi dall’altra parte”

Il Movimento 5 Stelle annuncia la sua presenza nelle piazze italiane per manifestare a sostegno della popolazione palestinese. A dichiararlo è stata la vicepresidente del M5S, Chiara Appendino, che in una nota ha confermato l’adesione alla giornata di mobilitazione indetta dalla CGIL sul tema di Gaza.

“Con il Movimento 5 Stelle oggi scendiamo in piazza per Gaza, aderendo allo sciopero indetto dalla CGIL – ha dichiarato Appendino –. Ancora una volta ribadiamo la nostra vicinanza al popolo palestinese e la ferma convinzione di non sentirci rappresentati da un governo che consideriamo co-responsabile del genocidio condotto da Netanyahu”.

Una presa di posizione netta, che inserisce i pentastellati nel fronte delle forze politiche e sociali che, negli ultimi mesi, hanno sollecitato un impegno più deciso dell’Italia per la fine delle ostilità in Medio Oriente. Il riferimento diretto al premier israeliano, definito da Appendino responsabile di un genocidio, evidenzia il livello di critica espresso nei confronti dell’attuale governo italiano, accusato di un atteggiamento troppo allineato alla linea di Tel Aviv e di non aver assunto iniziative efficaci sul piano internazionale.

La manifestazione, sostenuta dalla CGIL, intende richiamare l’attenzione sulla drammatica condizione umanitaria della popolazione di Gaza e sul crescente numero di vittime civili. La presenza del Movimento 5 Stelle rappresenta un segnale politico rilevante: il partito guidato da Giuseppe Conte conferma infatti la propria collocazione su posizioni di forte contrarietà alla linea dell’esecutivo, unendo la critica alla politica estera a quella sul piano interno.

La scelta di Appendino di accompagnare con parole dure l’adesione alla mobilitazione non è casuale. Da settimane, infatti, il Movimento insiste nel chiedere un immediato cessate il fuoco, il riconoscimento dello Stato di Palestina e un’azione più incisiva in sede europea e internazionale. In quest’ottica, la partecipazione allo sciopero generale indetto dal principale sindacato italiano assume il valore di un atto politico e simbolico al tempo stesso: un terreno di convergenza tra mondo sindacale e opposizione parlamentare.

Il governo, dal canto suo, ha più volte ribadito la condanna degli attacchi di Hamas e il sostegno al diritto di Israele a difendersi, accompagnato da richiami generici alla protezione della popolazione civile. Una posizione che le opposizioni giudicano insufficiente e ambigua, denunciando un disallineamento rispetto a quella parte della comunità internazionale che chiede con insistenza una tregua immediata.

Le piazze di oggi diventano così lo spazio in cui il conflitto mediorientale si riflette nella dialettica politica italiana. Con la dichiarazione di Appendino, il Movimento 5 Stelle punta a rafforzare il legame con l’elettorato sensibile alle questioni dei diritti umani e della pace, e a marcare ulteriormente la distanza dal governo Meloni su un dossier che continua a dividere l’opinione pubblica.

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