Il trapper Baby Gang, nome d’arte del ventiquattrenne Zaccaria Mouhib, resterà in carcere. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Milano, Fiammetta Modica, che ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare a San Vittore. Il provvedimento arriva a seguito della perquisizione ordinata dalla Procura di Lecco, nell’ambito di un’inchiesta che punta a fare luce su un circuito illecito legato al traffico di armi e sostanze stupefacenti.
Durante l’intervento delle forze dell’ordine, Baby Gang è stato trovato in possesso di una pistola clandestina con la matricola abrasa, circostanza che ha determinato l’accusa di detenzione di arma illegale e di ricettazione.
Assistito dal proprio difensore, l’avvocato Niccolò Vecchioni, l’artista è comparso davanti al gip nella mattinata di venerdì per l’interrogatorio di garanzia. Secondo quanto emerso, il giovane ha scelto di rispondere a tutte le domande, confermando la volontà di collaborare con l’autorità giudiziaria.
La vicenda si inserisce in un quadro giudiziario già complesso per il trapper, da tempo sotto osservazione per episodi che hanno intrecciato la sua carriera musicale con frequentazioni e condotte finite più volte nel mirino delle procure lombarde. La decisione del giudice conferma la gravità delle contestazioni e il rischio di reiterazione, elementi che hanno portato alla misura più severa: il carcere.
Il fascicolo coordinato dai magistrati di Lecco proseguirà ora con l’approfondimento delle indagini per verificare eventuali collegamenti con reti criminali dedite al traffico di armi e droga, mentre la difesa annuncia che valuterà i prossimi passi, a partire dal possibile ricorso al Tribunale del Riesame.
