7 Ottobre 2026, mercoledì
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Cecilia De Astis, travolta e uccisa a Milano: il giudice toglie la responsabilità genitoriale ai familiari di tre minori coinvolti

Due fratelli di 11 e 13 anni e una coetanea erano a bordo dell'auto che ha investito la donna. Il giudice per i Minorenni di Milano ha affidato la responsabilità genitoriale al Comune. La madre di una delle ragazze è irreperibile.

Milano – Una decisione drastica, che arriva a pochi giorni dall’incidente stradale costato la vita a Cecilia De Astis, investita e uccisa da un’auto in corsa guidata da un bambino di 11 anni. A bordo del veicolo, oltre a lui, il fratello tredicenne e un’altra bambina, anche lei di 11 anni. Tutti minorenni. Tutti soli su una macchina lanciata a velocità sostenuta nel cuore della città.

Ora, il Tribunale per i Minorenni di Milano ha stabilito un primo atto di responsabilità formale e sostanziale: la revoca temporanea della responsabilità genitoriale per tre dei minori coinvolti, affidandola al Comune di Milano. A firmare il provvedimento è il giudice delegato Ciro Iacomino, che ha disposto il trasferimento della tutela legale all’ente pubblico, in attesa degli sviluppi delle indagini e di ulteriori valutazioni da parte dei servizi sociali.

Il provvedimento riguarda due fratelli, il più giovane dei quali era alla guida del veicolo al momento dell’investimento mortale, e una ragazzina coetanea che si trovava anch’essa a bordo. In particolare, il giudice ha ritenuto necessario intervenire in via cautelativa, alla luce della gravità dell’episodio, della giovanissima età dei protagonisti e della evidente assenza di una sorveglianza adeguata da parte degli adulti di riferimento.

Il caso ha sollevato fin da subito interrogativi profondi sulle condizioni familiari dei minori, sui contesti di provenienza, sulle fragilità che hanno reso possibile un gesto così pericoloso quanto assurdo: tre bambini, completamente soli, su un’auto lanciata per le strade di Milano, senza alcuna percezione delle conseguenze che potevano derivarne.

A rendere ancora più delicato l’intervento del Tribunale è la situazione familiare di una delle minori: la madre, unica figura genitoriale individuata, al momento risulta irreperibile. Sarà quindi il Comune a ricevere notifica del provvedimento anche per suo conto, in attesa di riuscire a localizzare la donna o, in caso contrario, di avviare una procedura di decadenza definitiva della responsabilità genitoriale.

Il caso, che ha scosso profondamente l’opinione pubblica, è ora al centro di una doppia indagine: penale, per accertare le eventuali responsabilità degli adulti che hanno consentito ai minori l’accesso all’auto, e sociale, per definire il quadro educativo e ambientale in cui i bambini sono cresciuti. È presumibile che nei prossimi giorni vengano ascoltati assistenti sociali, educatori e, laddove possibile, anche i familiari dei piccoli coinvolti.

La morte di Cecilia De Astis, colpita e uccisa mentre camminava sul marciapiede, ha aperto uno squarcio doloroso sul tema dell’abbandono educativo e del degrado relazionale che in certi contesti urbani può trasformarsi in tragedia. A pochi passi dalle scuole, dai parchi e dai centri ricreativi, tre minori hanno avuto accesso a un veicolo e lo hanno condotto, senza controllo né freni, fino all’irreparabile.

Per ora, il giudice ha disposto una misura di tutela urgente: sarà il Comune, attraverso i servizi sociali e le strutture preposte alla protezione dei minori, ad assumersi la responsabilità legale e concreta di questi bambini, cercando di ricostruire un percorso educativo interrotto, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

Quella che inizialmente sembrava una tragica fatalità si sta rivelando il sintomo di un disagio profondo, in cui responsabilità, negligenze e mancanze si intrecciano in un quadro che le istituzioni non possono più permettersi di ignorare.

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