5 Ottobre 2026, lunedì
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Lago d’Orta, il silenzio dopo la tragedia: un diciottenne muore annegato a Pettenasco

Il giovane, originario della Nigeria e residente a Novara, è deceduto dopo un improvviso malore mentre nuotava. Inutili i tentativi di rianimazione. La comunità sotto shock. Si indaga sulle cause del decesso.

PETTENASCO (Novara) – Il pomeriggio aveva il sapore quieto dell’estate piemontese: la brezza che accarezza la superficie del lago, il vociare rilassato dei bagnanti, l’eco lontana dei tuffi. Eppure, in pochi minuti, quel tratto placido del Lago d’Orta si è trasformato in teatro di un dramma. Un ragazzo di diciotto anni, di origine nigeriana e residente a Novara, è morto dopo essere stato colto da un improvviso malore mentre nuotava in acqua, all’altezza del comune di Pettenasco. Era il tardo pomeriggio di una domenica come tante, divenuta improvvisamente irreparabile.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane – di cui non sono ancora state rese note le generalità complete per rispetto della famiglia – si trovava al lago in compagnia di amici. Una giornata di svago che, poco dopo le 18, ha assunto i contorni della tragedia. Alcuni bagnanti hanno notato che il ragazzo mostrava difficoltà a restare a galla. Pochi secondi, forse, tra il primo segnale d’allarme e il momento in cui il suo corpo è stato visto scomparire sotto la superficie. L’intervento di chi era presente è stato immediato, così come la chiamata ai soccorsi.

Dalla base di Borgosesia si è alzato in volo l’elisoccorso del 118, giunto in pochi minuti sul posto. I sanitari, calati con il verricello in una zona accessibile della riva, hanno avviato le manovre di rianimazione. Ogni tentativo è stato vano. Il decesso è stato constatato sul posto, tra lo sgomento e il dolore dei presenti.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento di Borgomanero e i carabinieri della stazione di Orta San Giulio. Nessun elemento, al momento, fa ipotizzare responsabilità esterne. Le circostanze dell’accaduto appaiono chiare: un malore improvviso, probabilmente di natura cardiaca o legato a uno sbalzo termico, ha colpito il ragazzo durante il nuoto. Tuttavia, sarà l’autopsia disposta dalla procura di Novara a chiarire la causa esatta del decesso.

Un ragazzo benvoluto e integrato

La vittima viveva a Novara, dove era arrivato con la famiglia dalla Nigeria diversi anni fa. Era regolarmente iscritto a una scuola del territorio e attivo in ambito sportivo. Chi lo conosceva lo descrive come un giovane gentile, integrato, con sogni semplici e un’energia tipica della sua età. La notizia della sua morte ha colpito profondamente la comunità scolastica e i gruppi sportivi di cui faceva parte. Numerosi messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia sono apparsi nelle ore successive sui social network.

Il dolore, a Novara, ha assunto anche i contorni della riflessione. La tragedia ha riportato alla luce una questione spesso elusa: l’importanza della sicurezza nelle acque interne, la sottovalutazione dei rischi anche in contesti apparentemente tranquilli, e la necessità di una maggiore informazione e vigilanza, soprattutto nei mesi più affollati.

Un lago bellissimo e insidioso

Il Lago d’Orta è un gioiello naturalistico tra le montagne piemontesi, noto per la sua bellezza discreta e per il turismo familiare. Ma come spesso accade nei laghi prealpini, dietro l’incanto si celano insidie: acque fredde anche in estate, fondali irregolari, correnti subacquee e l’assenza in alcune zone di presidi di salvataggio costanti.

Pettenasco, in particolare, è una delle località più frequentate del Cusio nei mesi estivi. Lo scorso anno il sindaco aveva disposto la chiusura notturna della spiaggia di Bagnera, a causa di episodi di inciviltà e rischio. Nonostante le campagne informative, gli episodi tragici non sono nuovi. Anche il 2023 aveva registrato decessi simili, legati a malori improvvisi in acqua.

Le autorità locali si trovano così nuovamente a dover fare i conti con l’equilibrio difficile tra accoglienza turistica e sicurezza. La gestione dei flussi nei fine settimana, l’educazione al comportamento acquatico e la consapevolezza dei rischi sono temi che, ogni estate, tornano con forza e urgenza.

Il silenzio che segue una tragedia

Nel tardo pomeriggio, dopo l’intervento dei soccorsi e la constatazione del decesso, sulla riva è calato un silenzio insolito. Un silenzio denso, rispettoso, che sembra trattenere insieme la commozione e la consapevolezza. Nelle ore successive, numerose famiglie hanno lasciato la zona in silenzio, mentre altri si sono fermati, come in un naturale gesto di veglia, a fissare le acque ormai immobili.

In una stagione spesso dominata da cronache superficiali, quella che si è consumata a Pettenasco è una morte che impone ascolto. Un monito, forse, o semplicemente un dolore che chiede di essere ricordato. Perché dietro ogni notizia c’è una vita spezzata, una famiglia ferita, e una comunità chiamata a riflettere sul valore della prevenzione e del rispetto per la fragilità umana. Anche nei luoghi dove l’estate sembra eterna.

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