Un’altra notte di paura per l’Ucraina. Una nuova serie di attacchi aerei russi ha preso di mira diverse città del Paese, tra cui Odessa e Cerkasy, provocando feriti tra i civili e gravi danni a edifici storici. Le autorità locali hanno confermato che almeno sette persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino, a causa dei bombardamenti.
Particolarmente colpita Odessa, la città portuale affacciata sul Mar Nero. Qui, i droni lanciati durante la notte hanno provocato incendi e distruzione nel centro urbano. Tra gli obiettivi colpiti figura anche il mercato Privoz, uno dei luoghi simbolo della città, noto per la sua storia e vitalità commerciale.
Non si tratta solo di danni materiali: sono state segnalate gravi lesioni anche al patrimonio architettonico del centro storico, riconosciuto e protetto dall’Unesco. Le immagini diffuse nelle prime ore del mattino mostrano facciate sventrate, tetti crollati e macerie disseminate nelle strade che fino a poche ore prima accoglievano residenti e turisti.
Attacchi sono stati registrati anche a Cerkasy, nel centro del Paese, dove si contano ulteriori danni a infrastrutture civili. Le squadre di soccorso hanno lavorato per tutta la notte nel tentativo di spegnere gli incendi e mettere in sicurezza le aree colpite.
Nel frattempo, sul piano diplomatico, si è tenuto un incontro tra le delegazioni di Russia e Ucraina a Istanbul. Un faccia a faccia durato appena quaranta minuti, dal quale è emersa soltanto una timida intesa: le due parti hanno concordato un reciproco scambio di prigionieri. Nessun progresso è stato registrato sul fronte del cessate il fuoco o di una possibile trattativa più ampia.
La notte appena trascorsa ribadisce quanto il conflitto continui a colpire non solo obiettivi strategici, ma anche il cuore culturale e civile dell’Ucraina, con conseguenze devastanti per la popolazione e il suo patrimonio storico.
