6 Ottobre 2026, martedì
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Trump annuncia nuovi dazi: 25% su Giappone e Corea del Sud dal 1° agosto

Il presidente americano ufficializza l'introduzione delle tariffe via social. Colloquio “positivo” con Ursula von der Leyen mentre negli Stati Uniti cresce la tensione con Elon Musk.

WASHINGTON – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi del 25% sulle importazioni provenienti da Giappone e Corea del Sud, a partire dal 1° agosto. La comunicazione è avvenuta attraverso il suo social network Truth, dove sono state pubblicate le lettere ufficiali inviate ai due Paesi asiatici.

Si tratta della prima mossa formale di politica commerciale internazionale della nuova amministrazione Trump, che segna un ritorno alla linea protezionista già vista durante il suo primo mandato. Il provvedimento colpisce due alleati storici degli Stati Uniti e potrebbe avere conseguenze significative sugli equilibri economici e geopolitici dell’area indo-pacifica.

Domenica, il presidente ha inoltre avuto un colloquio telefonico con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Secondo quanto riferito da un portavoce della Commissione, la conversazione è stata “un buono scambio”, segnalando un possibile tentativo di distensione o almeno di dialogo costruttivo con Bruxelles, in un contesto globale segnato da nuove tensioni commerciali.

L’annuncio dei dazi arriva in un momento delicato anche sul fronte interno. Elon Musk, imprenditore e fondatore di Tesla e SpaceX, ha lanciato pubblicamente l’idea di dar vita a un terzo partito politico, sfidando direttamente il predominio di Trump all’interno della destra americana. Lo scontro tra i due è sempre più aperto e potrebbe influenzare le dinamiche politiche nei mesi che precedono le presidenziali del 2028.

Con queste mosse, Trump conferma la volontà di rimettere al centro la “America First Economy”, puntando su un ritorno alle barriere commerciali per tutelare l’industria nazionale. Ma la scelta di colpire Tokyo e Seul – entrambi partner strategici sia sul piano commerciale che della sicurezza – rischia di complicare ulteriormente lo scenario internazionale.

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