Washington – Se non sarà raggiunto un nuovo accordo commerciale, gli Stati Uniti reintrodurranno le tariffe doganali a partire dal prossimo 1° agosto. È l’avvertimento lanciato dal segretario al Tesoro, Scott Bessent, che ha confermato l’intenzione dell’amministrazione di riportare i dazi “ai livelli del 2 aprile”, una soglia considerata particolarmente restrittiva.
La dichiarazione arriva a ridosso di un’iniziativa annunciata dall’ex presidente Donald Trump, che si appresta a inviare lettere ufficiali a dodici partner commerciali degli Stati Uniti già da lunedì. Una mossa che segna un nuovo capitolo nella strategia economica americana, con potenziali ripercussioni sul commercio globale.
L’obiettivo dichiarato è spingere per nuove intese bilaterali più favorevoli agli interessi statunitensi. Ma l’eventualità del ritorno dei dazi rischia di riaccendere tensioni commerciali con alcuni dei principali alleati economici di Washington.
Per ora, i dettagli sulle nazioni coinvolte non sono stati resi pubblici, ma si tratta con ogni probabilità dei maggiori partner commerciali, inclusi Paesi europei e asiatici. L’annuncio del Tesoro conferma che, in mancanza di sviluppi negoziali concreti, la scadenza dell’1 agosto segnerà l’attivazione automatica delle misure tariffarie.
Un segnale chiaro, che intende fare pressione sulle diplomazie estere, ma che alimenta anche incertezza tra le imprese e sui mercati. Le prossime settimane si preannunciano decisive per capire se la linea dura dell’amministrazione americana produrrà nuove convergenze o riaprirà fronti di confronto commerciale.
