6 Ottobre 2026, martedì
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Gaza, oltre 600 civili uccisi nei pressi di siti umanitari. L’Onu: “Raid israeliani sui punti di distribuzione”

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani denuncia almeno 613 morti tra la popolazione palestinese. Più di 500 le vittime nei pressi dei centri gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation.

GINEVRA – Almeno 613 civili palestinesi sono stati uccisi nella Striscia di Gaza nei pressi di siti umanitari o durante il tentativo di raggiungerli. A lanciare l’allarme è l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), che ha documentato 509 vittime nei pressi di centri gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF) e ulteriori morti nelle vicinanze di convogli appartenenti ad altre organizzazioni di soccorso.

A renderlo noto è stata la portavoce dell’OHCHR, Ravina Shamdasani, nel corso di un briefing a Ginevra. “Non siamo in grado, al momento, di attribuire con certezza la responsabilità di ciascun omicidio – ha dichiarato – ma è evidente che le forze armate israeliane hanno colpito con armi da fuoco e bombardamenti palestinesi che cercavano di raggiungere i punti di distribuzione umanitaria della GHF”.

Il bilancio rappresenta uno dei dati più gravi diffusi finora riguardo all’impatto delle operazioni militari su civili in cerca di aiuti. In un contesto già segnato da una crisi umanitaria di proporzioni estreme, la denuncia delle Nazioni Unite riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza dei corridoi e dei centri per la distribuzione degli aiuti nella Striscia.

Secondo l’OHCHR, le violenze nei pressi dei siti umanitari sollevano “serie preoccupazioni” in merito al rispetto del diritto internazionale umanitario, che impone alle parti in conflitto l’obbligo di proteggere i civili e garantire l’accesso sicuro agli aiuti essenziali.

L’esercito israeliano, da parte sua, non ha commentato nello specifico le accuse, ma ha più volte sostenuto che Hamas utilizzi infrastrutture civili e aree densamente popolate per scopi militari, complicando le operazioni sul terreno. Tuttavia, l’Onu insiste sulla necessità di un’indagine indipendente e trasparente per fare luce su quanto accaduto.

Nel frattempo, la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza resta disperata. Le organizzazioni internazionali continuano a denunciare ostacoli all’accesso degli aiuti, mancanza di sicurezza per operatori e civili, e una popolazione allo stremo.

Il nuovo report dell’OHCHR contribuisce ad alimentare l’urgenza di un cessate il fuoco e di un intervento coordinato della comunità internazionale per proteggere le vite umane e ristabilire condizioni minime di sicurezza e dignità.

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