Un nuovo segnale del cambiamento climatico arriva dalle vette estreme del Monte Bianco. Nella giornata di oggi, la temperatura dell’aria ha superato lo zero termico anche a 4.750 metri di quota, dove sorge il Colle Major, punto di riferimento per il monitoraggio atmosferico sul massiccio alpino.
Alle ore 12:00, la centralina meteorologica dell’Arpa Valle d’Aosta, in funzione da oltre dieci anni per la ricerca sul clima d’alta quota, ha rilevato un valore di +1,4°C. Un dato significativo, che conferma una tendenza già osservata in passato ma sempre più frequente. Lo scorso anno, nello stesso periodo, era stato registrato un record assoluto, con oltre 33 ore consecutive di temperature positive a quella altitudine.
La temperatura sopra lo zero a queste quote estreme interrompe il naturale ciclo del gelo notturno, con implicazioni dirette sulla fusione di neve e ghiaccio. Il mancato raffreddamento comporta infatti una maggiore instabilità dei ghiacciai, accelerandone lo scioglimento e aumentando i rischi legati a frane e crolli glaciali.
Gli esperti sottolineano che questi fenomeni, sempre più frequenti e intensi, sono spie evidenti del riscaldamento globale, che colpisce le aree montane con particolare intensità. Le Alpi, già classificate tra le regioni più sensibili ai cambiamenti climatici, stanno sperimentando trasformazioni rapide, con effetti destinati a incidere non solo sull’ambiente, ma anche sulla sicurezza e sulle attività economiche legate alla montagna.
Il monitoraggio proseguirà nei prossimi giorni, mentre la comunità scientifica rinnova l’appello a interventi urgenti per contrastare il riscaldamento globale e salvaguardare il fragile equilibrio degli ecosistemi alpini.
