Garlasco (Pavia) – È un’ulteriore, inaspettata svolta nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, il delitto che ha sconvolto l’Italia nel 2007. A quasi due decenni di distanza dal ritrovamento del corpo della giovane vittima, sono emersi nuovi elementi che potrebbero riaprire la partita sull’omicidio, mettendo in discussione le certezze fin qui consolidate. A fare notizia è una traccia nel sangue, mai rilevata precedentemente, scoperta sull’ingresso della villetta dove la 26enne fu trovata senza vita il 13 agosto 2007. Si tratterebbe di un’impronta compatibile con quella lasciata da una scarpa, un dettaglio che, se confermato, potrebbe cambiare completamente la lettura dell’accaduto.
L’indagine si concentrava ormai da tempo su una possibile verità alternativa rispetto a quella rappresentata dalla condanna di Alberto Stasi, l’unico imputato e condannato per l’omicidio della giovane. La Procura di Pavia, che ha riaperto recentemente il fascicolo, ha infatti avviato nuove indagini con l’intento di fare piena luce sui fatti e di verificare la possibilità che più persone abbiano preso parte al crimine. In questo contesto, l’indagine si è intensificata e si è allargata, portando alla riapertura dei vecchi fascicoli con un focus particolare su quella traccia mai notata.
Secondo quanto riferito dal quotidiano Il Tempo, grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, come i laser scanner 3D e l’intelligenza artificiale, è stata eseguita una nuova e approfondita mappatura della scena del crimine. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, coordinati dal colonnello Antonio Coppola, insieme ai Ris di Cagliari e al Racis di Roma, hanno effettuato una ricostruzione dettagliata della villetta dei Poggi. L’obiettivo è comprendere, attraverso la Bloodstain Pattern Analysis (BPA), ossia l’analisi delle macchie di sangue, la dinamica dell’omicidio e le modalità con cui la giovane è stata aggredita.
Le nuove verifiche si sono concentrate principalmente sul salone, il luogo dell’aggressione, e sull’ingresso della cantina, dove il corpo di Chiara Poggi fu trovato senza vita. Ed è proprio su un gradino di quella cantina che è stata rinvenuta la traccia di sangue mai repertata durante i primi rilievi. La sua forma è compatibile con un’impronta di scarpa, ma si distingue nettamente da quella lasciata da Alberto Stasi, che nel 2007 era stato collegato a un’impronta caratterizzata da dei particolari pallini.
Ad avvalorare questa nuova pista è la testimonianza della professoressa Luisa Regimenti, medico legale dell’Università di Tor Vergata. Interpellata dal quotidiano Il Tempo, la Regimenti ha escluso che la traccia possa essere frutto di una semplice colatura di sangue o di un trascinamento del corpo. “Si tratta di un’immagine figurata lasciata da un agente esterno”, ha spiegato la professoressa, suggerendo che l’impronta di scarpa potrebbe essere stata impressa quando il sangue era ancora fresco, spiegando così la nitidezza della traccia.
La scoperta di questa impronta, insieme all’indagine che mira a ricostruire con maggiore precisione la dinamica del delitto, potrebbe portare a una revisione delle ipotesi iniziali. I nuovi accertamenti sembrano infatti suggerire la possibilità di un omicidio in concorso, con la presenza di più persone nella villetta al momento dell’aggressione. Andrea Sempio, che nel 2022 è stato accusato di omicidio in concorso, è attualmente uno dei principali indagati, ma le indagini proseguono per capire se vi siano altri complici da individuare.
In attesa di nuovi sviluppi, la vicenda di Garlasco rimane uno dei casi più discussi e misteriosi della cronaca nera italiana, che continua a suscitare interrogativi sulla verità, a distanza di quasi due decenni dalla tragedia.
