ROMA – “Paradossalmente, sono d’accordo con Giorgia Meloni”. Esordisce così Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, durante un intervento nel programma L’Aria che Tira su La7. Ma l’apertura è solo apparente: il seguito del suo discorso si trasforma in una severa requisitoria contro le politiche fiscali del governo, accusato di aver tradito promesse e colpito le fasce più vulnerabili della popolazione.
“Meloni ha ragione quando dice che bisogna ridurre le tasse sul ceto medio. Il problema è che lo dice da anni, ma ha fatto l’esatto opposto: ha messo le mani in tasca agli italiani in ogni modo possibile”.
Secondo Appendino, in tre anni di governo di centrodestra non solo non è arrivato alcun sollievo fiscale, ma si è assistito a una vera e propria retrocessione sul fronte della giustizia tributaria, con effetti tangibili su famiglie, giovani e imprese.
Colpite madri, giovani e imprese
La vicepresidente M5S entra nel dettaglio, elencando quelli che definisce “colpi diretti” a categorie centrali della società italiana.
“Sono state colpite le madri, con l’IVA piena su prodotti essenziali per la prima infanzia come pannolini e seggiolini; sono stati colpiti i giovani, a cui è stata tolta l’esenzione sull’imposta per l’acquisto della prima casa se under 35; e sono state colpite anche le imprese, con l’eliminazione dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica), una misura che garantiva un importante incentivo fiscale agli investimenti aziendali”.
Un governo lontano dalla realtà sociale ed economica
Appendino accusa l’esecutivo di vivere in una bolla narrativa fatta di slogan, lontana dalla vita reale di milioni di cittadini.
“Meloni ha costruito la sua identità politica promettendo un fisco ‘amico’, che avrebbe abbattuto le tasse e difeso i piccoli. Ma oggi siamo davanti al contrario: il ceto medio è più schiacciato, i giovani più esclusi, le imprese più sole. È un fallimento che non si può nascondere dietro a dichiarazioni ad effetto”.
L’ex sindaca di Torino rivendica la coerenza del Movimento 5 Stelle sul tema, ricordando le proposte avanzate in Parlamento per abbassare l’IVA su beni per l’infanzia, reintrodurre agevolazioni per i giovani acquirenti e riformare in senso progressivo l’Irpef. Proposte che – sottolinea – sono state sistematicamente respinte dalla maggioranza.
Un tema centrale per le Europee e per il futuro
Le parole di Appendino arrivano in un momento di forte tensione politica post-elezioni europee, in cui il tema della pressione fiscale resta centrale nel dibattito pubblico. Il governo ha ribadito in più occasioni l’intenzione di abbassare le imposte sul lavoro, ma i vincoli di bilancio e le promesse frammentate tra le anime della maggioranza rendono incerta qualsiasi riforma organica.
Intanto, l’insofferenza cresce anche tra le categorie che più avevano sperato in un cambio di rotta fiscale. E la critica di Appendino si fa specchio di un malcontento che va ben oltre gli schieramenti.
