26 Ottobre 2026, lunedì
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Zelensky risponde a Trump: “Putin uccide bambini, altro che lite al parco”

Il presidente ucraino replica duramente all’ inquilino della Casa Bianca, che aveva paragonato la guerra in Ucraina a una lite tra “bambini al parco giochi”. Intanto Kiev subisce nuovi attacchi: almeno 4 morti e 20 feriti

KIEV – Non è solo un confronto di missili e trincee, quello tra Ucraina e Russia, ma anche di narrazioni. E stavolta, a scatenare la reazione più accesa di Volodymyr Zelensky non è stato Vladimir Putin, ma Donald Trump, che ha liquidato il conflitto in corso da oltre due anni come una disputa tra “due ragazzini che litigano in un parco”.

Una dichiarazione che ha acceso la miccia. “Putin non è un bambino in un parco giochi: è un assassino che è venuto in quel parco per uccidere bambini”, ha replicato senza mezzi termini il presidente ucraino, intervistato da ABC News. Il riferimento, tragico e preciso, arriva proprio nelle ore in cui Kiev è stata colpita da un attacco notturno con droni kamikaze, che ha provocato almeno quattro morti e venti feriti, secondo il sindaco della capitale, Vitalij Klitschko.

Una guerra vera, non una metafora

Il botta e risposta è emblematico delle due visioni contrapposte. Trump, che si prepara a sfidare Joe Biden alle prossime elezioni presidenziali, aveva minimizzato il conflitto paragonandolo a un capriccio infantile: “A volte è meglio lasciare che i bambini litighino un po’ tra loro”, aveva dichiarato in un’intervista televisiva, riferendosi a Russia e Ucraina.

Zelensky non ha fatto attendere la sua risposta: “Noi non siamo bambini e questa non è una rissa. Qui si muore. Qui si combatte per sopravvivere”. Parole che arrivano mentre la guerra, nel cuore dell’Europa, continua a mietere vittime quotidianamente.

Nuovo attacco su Kiev, case colpite e famiglie in fuga

La notte tra venerdì e sabato è stata ancora una volta di terrore per i cittadini di Kiev. Esplosioni a ripetizione hanno squarciato il silenzio in più quartieri, mentre i sistemi di difesa aerea entravano in azione per abbattere i droni lanciati da Mosca. Secondo le autorità ucraine, alcuni ordigni hanno colpito edifici residenziali, causando morti, feriti e danni ingenti.

L’offensiva russa, sempre più martellante, arriva anche mentre l’Ucraina lavora a un possibile incontro tra Zelensky e Donald Trump al G7 in Canada, in programma dal 15 al 17 giugno. Un faccia a faccia che potrebbe segnare un punto di svolta nel confronto tra il leader ucraino e l’ex presidente americano, i cui toni e dichiarazioni fanno discutere anche negli Stati Uniti.

Il Cremlino: “Non è una lite, è una questione di sopravvivenza”

A rimarcare l’importanza strategica e ideologica del conflitto è intervenuto anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha definito “scioccante” la banalizzazione di Trump: “Per noi non è un litigio, ma una questione esistenziale, una questione di sicurezza nazionale, del nostro futuro e di quello dei nostri figli”, ha affermato da Mosca.

Il riferimento è alla visione russa secondo cui l’Ucraina rappresenta una minaccia geopolitica sotto l’ombrello dell’Occidente. Una narrativa che da anni alimenta l’aggressività del Cremlino e giustifica, secondo la leadership russa, l’invasione del Paese vicino.

Una pace sempre più lontana

Le parole di Trump, l’ennesima pioggia di missili su Kiev e il braccio di ferro diplomatico in corso tra Washington, Bruxelles e Mosca, confermano che la prospettiva di una tregua appare sempre più remota.

Zelensky, nel frattempo, si prepara a un’agenda diplomatica intensa, cercando di rafforzare l’asse con l’Occidente, ma anche di evitare che le posizioni più ambigue – come quelle espresse da Trump – possano tradursi in una riduzione del sostegno militare e umanitario.

“La differenza tra noi e Putin – ha concluso Zelensky – è che noi vogliamo la pace. Lui, invece, vuole cancellare la nostra esistenza”.

Una guerra reale, nel cuore dell’Europa, che continua a reclamare vittime. Altro che bambini che litigano al parco.

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